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Aldobrando di Gipi , Luigi Critone Coconino Press

2 dicembre 2020

Aldobrando è la storia di un orfano affidato a uno strego da un cavaliere destinato alla morte, è la storia del suo viaggio che dai confini del bosco lo porterà al centro del regno di un ipotetico mondo medievale, di un viaggio che lo vede partire giovane inesperto e inconsapevole e lo vedrà tornare uomo, dopo aver peregrinato dentro e fuori se stesso. Incontrerà ingiustizie, viltà e sopraffazione, assassini, guerrieri crudeli, damigelle e principesse, assisterà al tremendo spettacolo fatto di intrighi e giochi potere alla corte del Re delle Due Fontane. Contrapporrà a tutto questo il suo candore, la sua fragilità, la sua bontà e vincerà l’unico premio che vale la pena vincere, l’amore.
Aldobrando è uno spin-off di “Bruti” (progetto di un gioco di carte ideato da Gipi nel 2015), è quasi una fiaba, se non fosse per le sfumature gipiane, che colorano la storia con momenti di ironia, satira e comicità, oggettivamente insolite nella grammatica fiabesca; è un eroe a tutti gli effetti, non ne ha la struttura fisica (ricorda molto Don Chisciotte) ma ne ha l’anima: un’anima gentile, buona, giusta, a suo modo coraggiosa. Un coraggio silente che non sbraita, non brandisce, alle volte inconsapevole, che aumenta con il passare del tempo, che cresce insieme a lui.

La sua forza straordinaria consiste nella naturalezza con cui riesce a interrogarsi, a indagare, in nome di un’umanità che tutti i personaggi in gioco sembrano aver perso o alle volte mai avuto, e questo aspetto, mescolato alla sua, a tratti disarmante, innocenza rappresenta la sua arma più potente, l’unica che possieda davvero, in grado di stravolgere quel mondo meschino, spietato e violento che Aldobrando si trova a vedere e ad affrontare per la prima volta. Aldobrando “corre il mondo” nell’unico modo che conosce, e trionfa, senza perdere se stesso, con gli occhi sempre collegati al cuore.

Il linguaggio visivo con cui Luigi Critone affronta la storia è sublime, perfetto, figlio di un artigiano esperto, di un maestro. Sceglie spesso inquadrature ravvicinate, raramente concede al fumetto campi lunghi come a voler scandagliare soprattutto il paesaggio interiore dei personaggi più che l’ambientazione medievale dove la storia prende vita. Il character design è capillare, preciso, meditato e questo permette al lettore un’immersione semplice, pulita e immediata.
Gipi sceneggiatore, nella costruzione di Aldobrando, sembra essere attraversato da uno stato di grazia insolito regalandoci una parte di sé sconosciuta, illuminata. In questa storia non c’è traccia della complessità oscura che spesso avvolge i suoi lavori, non esistono i dolori primordiali che contraddistinguono le “messe al mondo” delle sue graphic, che spesso investono inesorabilmente il lettore, inerme. Questo libro rappresenta l’opportunità di presentare uno dei più grandi artisti del fumetto italiano contemporaneo alle nuove generazioni, è un libro trasversale è un fumetto di formazione. È un Gipi in pace, verrebbe da dire, quello dietro Aldobrando, anche per questo è una lettura imperdibile.

Gipi (Gian-Alfonso Pacinotti) nasce a Pisa nel 1963 e vive a Roma. Con Appunti per una storia di guerra ha vinto nel 2006 il premio René Goscinny per la miglior sceneggiatura e il premio Fauve d’Or per il miglior libro al Festival internazionale di Angoulême. Nel 2014 Unastoria è stato il primo libro a fumetti ad essere incluso nella selezione del Premio Strega. Nel 2015 ha pubblicato il gioco di carte “Bruti”, da lui ideato e disegnato. La terra dei figli, tradotto in 17 Paesi, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero. Gipi alterna alla sua attività di fumettista quella di illustratore (tra gli altri, per la Repubblica e Internazionale) e quella di regista per il cinema (L’ultimo terrestre e Il ragazzo più felice del mondo, presentati entrambi in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) e per la televisione.
Luigi Critone, nato nel 1971, ha studiato arte a Roma prima di iscriversi alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze, e si è in seguito trasferito in Francia. Ha disegnato i primi due volumi de La rose et la croix, scritti da N. Jarry e F. Richemond (Soleil). Quindi ha lavorato con Alain Ayroles su 7 missionnaires (Delcourt).
Sempre con Delcourt, ha realizzato l’adattamento del romanzo Je, François Villon di Jean Teulé, in tre volumi. È al lavoro per Dargaud sul nuovo ciclo di avventure de Lo Scorpione, popolarissima serie ambientata nella Roma del Settecento e in precedenza disegnata da Enrico Marini. Vive e lavora a Parigi.

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