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Quasi signorina

9 giugno 2020


Avevo letto Quasi signorina, pubblicato da Topipittori nel 2016 e mi era molto piaciuto.
Avevo poi perso di vista l’autrice fino all’ultima Angouleme dove ho comprato il suo volume in francese, pubblicato da noi da Rizzoli Lizard, e me lo sono fatto dedicare.
La dedica è molto bella. Avevo pensato di portarmi il libro a Taiwan per mostrarlo agli amici fumettari, invece l’ho riportato a Bologna, via Amsterdam, perché non ho potuto più volare. Avevo un biglietto Parigi – Taipei super! Già pregustavo un’ottima cena, un bel film francese, un comodo letto per dormire in volo, invece ho dovuto andare ad Amsterdam per poter tornare a casa, a Bologna. Allora ho letto il fumetto di Cristina in aeroporto. Per me che sono anziana, Tinder o simili sono ancora una novità. Non riesco a capire come sia possibile incontrarsi in rete. Ma amiche più giovani me lo raccontano e soprattutto Cristina lo racconta meravigliosamente. Poi ci sono i lavori di Cristina per i ragazzi, con Canicola e con Piemme. Voglio assolutamente promuovere una serie di incontri con l’autrice per ragazze e ragazzi di età diverse. Sì, vorrei proprio che facesse parte del gruppo Kids Comics. La inviteremo senz’altro.
Ho poi pensato di farla tradurre a Taiwan e anche in Cina. Cosa sappiamo del sesso dei cinesi?

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Gherd. La ragazza della nebbia

20 maggio 2020

Gherd è una bambina, in un mondo complesso.
Il suo popolo, i Kunya, vive in piccolo villaggio circondato dalla nebbia inflitta, in un tempo antico, dal dio Kemono. I Kunya, detti anche clan degli “ammazzabestie”, sono spesso assediati da creature feroci. Proprio per mano di una di queste Gherd perderà i suoi genitori. Decisa a vendicarsi intraprenderà un viaggio che la porterà a conoscere la complessità del bene e del male.
Grazie a Atheis, monaco Molkhog, che sarà prima una guida, poi un amico prezioso, Gherd scoprirà la storia del suo popolo, quella dei Molkhog e la maledizione del dio Kemono. Scoprirà anche che Bya, sua madre, oltre al piccolo Puc (un gufetto speciale), in eredità, le ha lasciato un diario. La madre, credeva in un futuro diverso, fatto di pace fra i popoli in armonia con la natura e gli animali.
Un viaggio lungo quindi, oltre la nebbia, oltre i confini del suo villaggio, fin dentro sé stessa. Diretta a Dasha, capitale Molkhog, alla ricerca di verità e risposte Gherd scoprirà un nuovo mondo, di cui non conosceva niente, la consapevolezza le donerà maturità, la fiducia le donerà l’amicizia, la scoperta delle sue origini le donerà un’identità.
La storia è un crescendo di azione, Gherd e Atheis si troveranno ad affrontare prove sempre più difficili fino ad arrivare allo scontro finale. Passaggi umoristici, e una rappresentazione alle volte buffa della nostra eroina la rendono umanamente vicina ad ognuno di noi.
La struttura del libro attinge a piene mani allo schema classico della fiaba, ma la sceneggiatura concisa ed efficace di Marco Rocchi e le illustrazioni dettagliate ma estremamente leggilibili di Francesca Carità rendono la storia appetibile e contemporanea. Si notano riferimenti al successo cinematografico Dragon Trainer sia nei custumi che nei modi di pensare dei Kunya, influenze Tolkieniane si trovano nei testi e nelle ambientazioni, a tratti Gherd profuma di Nausicaa della valle del vento, Kemono ricorda il “Dio Bestia” di La principessa Mononoke di Hayao Miyazaki, solo per citarne alcuni. Nonostante tutte queste suggestioni siano evidenti, Gherd la ragazza della nebbia ha una sua originalità, una sua struttura, un suo ritmo. Il finale sembra lasciar intravedere anche la possibilità di nuove avventure. Incrociamo le dita.

Marco Rocchi e Francesca Carità della scuderia Tunuè dopo Le due metà della luna e Gubuldin, episodio raccolto nel volume Stagioni. Quattro storie (e mezza) per Emergency, tornano con questa nuova storia, appena rieditato nella collana Tipitondipiù, la cui prima pubblicazione risale a marzo 2019.

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I Bookcoin in America

15 maggio 2020

I Bookcoin, idea concepita l’anno scorso all’interno di ALIR, ma che solo ora abbiamo iniziato a realizzare, ha varcato l’oceano. Un articolo di Grazia Gotti, dalla quale tutto è partito, è appena stato pubblicato nello storico settimanale Publisher Weekly.

Questa la traduzione:
In Italia le librerie hanno chiuso il 12 marzo e riaperto il 15 aprile, ma già a fine febbraio le notizie del Corona-virus, le librerie per ragazzi erano deserte. Alcune avevano spontaneamente chiuso per timore di recare pericolo ai bambini e ai lettori. I librai riuniti nell’Associazione Alir hanno cominciato ad incontrarsi con Google Meet e si sono messi a lavorare sui progetti.
Primo preparare la mostra A Universe of Stories: Starring the Book insieme al Board dell’Accademia Drosselmeier, Scuola per librai e Centro studi fondata quindi anni fa dal team dalle proprietarie della famosa libreria per ragazzi Giannino Stoppani, nella piazza principale di Bologna, libreria che tutto il mondo editoriale che viene a Bologna per la fiera conosce.
Da tempo pensavano a una nuova moneta, una moneta che serve solo per comprare i libri.
E l’emergenza del virus, con il calo del fatturato ha accelerato il progetto. Ivan Canu ha disegnato le banconote, è stato creato un comitato per lanciare questa campagna.


1 tutte le librerie dell’Associazione useranno queste banconote come buoni.
Succede spesso che nelle librerie di fiducia un adulto voglia regalare un buono da spendere in libri ad un bambino in occasione del compleanno o in altra occasione
Well da maggio riceverà delle banconote del valore degli euro del suo buono, Per 100 auro avrò 2 Rodari, oppure 3 Dahl, 2 Rodari ,1 Lindgren, o come preferisce il cliente

2 sul piano politico ed economico i Bookcoin diventeranno una valuta preziosa, il cui rendimento è un futuro migliore.
Si faranno progetti per biblioteche nelle zone di Italia più povere, si porteranno i libri dove non ci sono, nelle scuole, da quelle dell’infanzia fino agli adolescenti, si obbligheranno i governi locali ad acquistare dalle librerie del territorio per le biblioteche pubbliche, si sovvenzioneranno festival e soprattutto corsi di formazione per gli insegnanti.

Chi può investire?
Gli Andrew Carnagie dei giorni nostri
Le fondazioni bancari che in Italia per legge devono restituir denaro per la spesa sanitaria, sociale e culturale.
Ma busseremo anche alla porta di scrittori che abbiano venduto 100.000 copie o abbiano ricevuto premi di un certo peso, come l’Astrid Lindgren Memorial Award, di editori di grandi, medi e piccola dimensione.
Noi qui lo Chiamiamo un Piano Marshall per i libri per ragazzi, pertanto amici americani, se ci volete aiutare, siete i benvenuti!
Grazia Gotti

Premio Orbil 2020, i vincitori. Categoria Balloon: “Il principe e la sarta”, Jen Wang

6 maggio 2020

“Il principe e la sarta”, Jen Wang, traduzione di Caterina Marietti, Bao Publishing

 Diventare sé stessi è il difficile compito che ci è stato affidato alla nascita e l’obiettivo che perseguiamo nel corso di tutta la nostra vita. Ognuno di noi ha un destino e in questa fiaba queer firmata da Jen Wang, i personaggi seguono il proprio con coraggio ed andando incontro a tutte le difficoltà del caso.

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Non è semplice per un’umile sarta diventare una famosa stilista, così come non è facile per un principe adolescente che ama vestirsi da donna, non disattendere i ruoli che la società gli impone.
Un messaggio importante raccontato attraverso un visivo potente ed originale, colori sgargianti ed uno studio accurato sulla sartoria e i costumi, sui drappeggi, sui movimenti delle stoffe e dei capelli dei personaggi. La prova matura di una delle autrici più interessanti della moderna scena del romanzo grafico americano.

 

Premio Orbil 2020, i vincitori. Categoria Narrativa (Young Adult): “La rete”, Sara Allegrini, Mondadori

5 maggio 2020

“La rete”, Sara Allegrini, Mondadori

Un romanzo dall’intreccio originale, che si sviluppa a partire dall’archetipo fiabesco del bambino che viene abbandonato dal genitore nel bosco. La sopravvivenza nella foresta è un rito iniziatico, è una fase di passaggio che trasforma il bambino in uomo, o la bambina in donna.

La reteCome dei naufraghi, i protagonisti si ritrovano a gestire da soli la loro vita quotidiana e anche il loro destino. Un romanzo a più voci, uno stile narrativo diretto ed empatico che porta il lettore a condividere il dolore dei protagonisti, la loro fatica, i progressi che li accompagnano nel faticoso percorso di trasformazione e guarigione. Ma come si guarisce? Come si impara ad amarsi? Come si ricuciono le cicatrici interiori?
Trovando le risorse in sé stessi. Un messaggio rivolto ai ragazzi in maniera diretta e autentica, senza incappare in facili paternalismi.

Premio Orbil 2020, i vincitori. Categoria Narrativa (11/14): “Il giro del ’44”, Nicola Cinquetti, Bompiani

5 maggio 2020

“Il giro del 44”, Nicola Cinquetti, Bompiani

Con Il giro del ’44 Nicola Cinquetti si riconferma essere una delle migliori penne della letteratura per ragazzi del nostro Paese. Sullo sfondo di un Italia alle prese con le difficoltà della seconda guerra mondiale, Cinquetti affresca il ritratto di un protagonista indimenticabile, raccontandone con garbo e delicatezza il mondo interiore e la spinta immaginativa.Il giro del '44

A cavallo della sua Gloria, Martino affronta le salite e le discese della vita, si specchia nei grandi campioni del ciclismo e sogna il suo personale Giro d’Italia. Un momento storico complesso che, come nella tradizione dei grandi classici della letteratura, percorriamo attraverso lo sguardo di un ragazzo che sta crescendo, soprattutto attraverso le mancanze. Una scrittura ritmata, limpida e profonda, un romanzo di formazione che ha il pregio di essere difficilmente ascrivibile ad una specifica età di riferimento.

Premio Orbil 2020, i vincitori. Categoria Narrativa 6/10: “L’ultima pecora”, Ulrich Hub, Jörg Mühle

5 maggio 2020

“L’ultima pecora“, Ulrich Hub, ill. Jörg Mühle, trad. Alessandra Valtieri, Lapis Edizioni 

Ulrich Hub ne L’ultima pecora ha saputo raccontare le fragilità, le difficoltà, l’innata curiosità ma anche la capacità di affrontare problemi e imprevisti di uno squinternato gregge di pecore, che si è trovato, improvvisamente e suo malgrado, a partecipare a uno degli eventi più misteriosi e determinanti per la storia dell’umanità, ovvero la nascita di Gesù.L'ultima Pecora

Utilizzando un linguaggio semplice e chiaro, attraverso dialoghi davvero esilaranti, l’autore ci prende per mano accompagnandoci alla scoperta del viaggio che compiono le pecore, un percorso che certo nasconde insidie e pericoli ma che rivela che assieme si possono superare le difficoltà. I libri di Urlich Hub, già premiati dai librai Alir, sono unici nel loro genere perché affrontano con una lievità e un respiro originale, temi ritenuti di difficile proposta per i bambini.

Premio Orbil 2020, i vincitori. Categoria Divulgazione: “Marie Curie nel paese della scienza”, Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci

4 maggio 2020

“Marie Curie nel paese della scienza”, Irène Cohen-Janca, illustrazioni di Claudia Palmarucci, traduzione di Paolo Cesari, Orecchio Acerbo

(Irène Cohen-Janca, in coda la traduzione)

Varsavia (1867) – Parigi (1934). Due luoghi, due date, una donna, una vita. Il lavoro della scrittrice Irène Cohen-Janca e dell’illustratrice Claudia Palmarucci si modula magistralmente nel raccontare la storia di Marie Curie: la scienza si mischia al quotidiano familiare e sociale, le passioni intellettuali si intrecciano agli amori sentimentali, il polonio, prima, e il radio, poi, si mescolano con il gatto Didì o le barelle militari.

“Marie Curie nel paese della scienza”, Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci, Orecchio Acerbo

Un ritratto folgorante, completo e minuzioso, che ci restituisce intatta la figura di una scienziata e di una donna tenace, amorevole ed entusiasta. Parole ed immagini si sposano meravigliosamente ricostruendo le atmosfere, i luoghi, i personaggi e il pensiero che ha abitato la vita di Marie Curie. Una biografia rigorosa, ricca di informazioni e dettagli,un libro d’artista che sostanzia un approccio inedito alla divulgazione.WhatsApp Image 2020-02-24 at 08.44.29

[traduzione,  Irène Cohen-Janca (video)
Buongiorno, è per me un grande onore ricevere questo premio delle librerie indipendenti per il nostro albo “Marie Curie nel paese della scienza”. È un grande onore perché le librerie indipendenti sono assolutamente essenziali perché i nostri libri possano vivere. È grazie a voi, grazie ai consigli che voi elargite ai lettori, grazie alla vostra presenza e alla conoscenza molto precisa della letteratura per ragazzi. So che per esistere dovete lottare tutti i giorni, una lotta molto difficile ma che voi portate avanti con moltissima convinzione. E allora vi dico ancora grazie, grazie per questo premio, grazie d’esistere. E lunga lunga vita alle librerie indipendenti.]

Premio Orbil 2020, i vincitori. Categoria Albi illustrati: “Il Chiosco”, Anete Melece

4 maggio 2020

“Il Chiosco”, Anete Melece, traduzione di Alba Zara, Jaca Book

La storia di Olga che vive da anni dentro il suo chiosco e che è diventata così grossa da non riuscire più a uscirne, era già conosciuta attraverso l’omonimo cortometraggio d’animazione. La giovane e talentuosa autrice lettone è riuscita nella difficile impresa di raccontarla nuovamente utilizzando un altro linguaggio espressivo. Il risultato è un albo che, attraverso un impianto visivo fresco e raffinato, racconta una storia di solitudine, di gabbie che intrappolano, di viaggi e inaspettate seconde possibilità.

Il Chiosco, Anete Melece, traduzione di Alba Zara, Jaca Book

Il Chiosco, Anete Melece, traduzione di Alba Zara, Jaca Book

Non è sempre vero che sognare ci rende felici, a volte è necessario mollare gli ormeggi, farsi trasportare dalla vita, afferrarla e goderne appieno per potere arrivare a realizzare ciò che davvero desideriamo. Un albo originale nel panorama editoriale contemporaneo, un omaggio alle edicole, presidi dell’informazione, luoghi ricchi di fascino per i più piccoli che, ieri come oggi, vi si recano per comprare giornaletti e riviste.

il Chiosco

Il Giro del ’44

30 aprile 2020

Il 2 giugno 2019, a ventisei anni, Richard Carapaz ha vinto il Giro d’Italia.
Richard è nato in Ecuador nel 1993 da una famiglia di campesinos, ovvero di braccianti. El Carmelo, si trova a quasi 3000 metri d’altitudine nel cuore delle Ande e lassù Richard dà una mano alla famiglia con la vendita del latte. La comunità nella quale vive, La Playa, è nel Canton Tulcan, la capitale ecuadoriana nota per aver allenato grandi ciclisti, e così Richard a quindici anni inforca la sua prima bicicletta e inizia ad allenarsi. Lo sport nei paesi poveri del Sudamerica può essere una risorsa, e Richard è bravo, molto bravo.

Martino ha otto anni e nel maggio del 1940 sale sulla Balilla nuova di zecca del Signor Romolo e con il nonno va sull’Abetone a veder passare il Giro d’Italia e a tifare per Gino Bartali. Piove come Dio la manda. Bartali gli sfreccia accanto, ma quell’anno, a sorpresa, non è lui a vincere, ma un giovanissimo Fausto Coppi. E da quel momento Martino non farà che pensare a lui. Intanto la Seconda Grande Guerra si fa più aspra e nel 1944 le bombe cadono vicino a Firenze e costringono la famiglia di Martino ad andare in campagna dallo zio Orazio. Per il suo compleanno però Martino ha ricevuto la sua prima bicicletta: si chiama Gloria ed è azzurra.

Il giro del '44

Richard Carapaz si allena con i professionisti Juan Carlos Rosero e Paulo Caicedo e nel 2013 vince la classifica Under-23 alla Vuelta in Guatemala. A vent’anni Richard è una giovane promessa del ciclismo e non delude i suoi allenatori conquistando il nono posto al Tour des Pays de Savoie.
Non sappiamo cosa si immagini mentre sfreccia sulla sua bicicletta, ma di certo il mondo gli si sta spalancando davanti e scorre negli occhi a velocità sostenuta, quella delle sue due ruote. La famiglia lo sostiene e tifa per lui dal Sudamerica.

Di Martino invece, grazie alla penna di Nicola Cinquetti, sappiamo molte cose, ed è questo il bello dei libri: puoi entrare nei pensieri delle persone, e Cinquetti lo fa con un delicatezza inconfondibile. A cavallo della sua Gloria, Martino immagina di essere Fausto Coppi e quando l’immaginazione prende il sopravvento la guerra si allontana e la campagna non sembra poi così noiosa. È bravo ad immaginare cose, Martino, forse anche troppo.

Martino è figlio unico e questo, ai tempi, era piuttosto insolito; e se in città aveva gli amici del quartiere, in campagna è solo e i bambini del piccolo villaggio di S.Lorenzo, capeggiati da una bambina dispotica, non si rivelano benevoli nei suoi confronti. È estate. Gli aerei sorvolano le case, i tedeschi sorvegliano i crocicchi, e le bombe risuonano lontano. Le estati nei libri sono sempre importanti e nel “Giro del’44” Nicola Cinquetti non si sottrae al compito di raccontare un commovente addio all’infanzia. Lo fa però con una grazia che gli è propria cogliendo il papavero rosso della giovinezza con cura e precisione e riuscendo a conservarne la freschezza e il colore anche dopo molte ore dallo strappo. Non vi è nulla di spampanato nella sua scrittura che è limpida e profonda, pudica e giocosa.
Il ritmo narrativo è quello di una bicicletta, le marce sono sempre ingranate al momento giusto, senza cambi bruschi anche quando la storia pare essere ad una svolta decisiva: un amore appena sussurrato, la morte sullo sfondo come un ombra capace di vivificare la vita e un Giro d’Italia immaginario dal finale non scontato. [Alessia Napolitano, Libreria Radice-Labirinto, Carpi)