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Sergio Toppi, Robinson Crusoe

31 luglio 2020

La storica rivista per ragazzi “Il Giornalino”, nata nel 1924, ha da sempre privilegiato il linguaggio dei fumetti.

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Nelle sue pagine ha ospitato firme autoriali della Nona Arte come Dino Battaglia, Sergio Toppi, Jacovitti, Gianni De Luca, Massimo Mattioli, Tiziano Sclavi, Giorgio Cavazzano, Alfredo Castelli, Claudio Nizzi.

Molti i personaggi che hanno trovato casa dentro Il Giornalino: Bugs Bunny, Daffy Duck, Gatto Silvestro, i Puffi, Lucky Luke, Braccio di Ferro, Scooby Doo e Tom & Jerry, Asterix, Popeye. Oltre al fumetto popolare, nella sua accezione più positiva, molte sono state anche le esperienze più “colte”, come quelle delle numerose trasposizioni fumettistiche di classici per adulti e per ragazzi: da Dante a Manzoni, da Verne a Twain, passando per la Alcott e Stevenson. Nei primi anni del duemila, San Paolo, editore della rivista milanese, ha portato in libreria alcuni dei titoli dei classici che uscivano nel settimanale.

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Sergio Toppi, Robinson Crusoe

Nella collana “La grande letteratura a fumetti” ricorrono infatti grandi personaggi come Ulisse, Nemo e Lidenbrock, Don Chisciotte, Artù, Jim, Long John Silver o Gulliver. Quello di cui vogliamo parlare oggi è il capolavoro di Daniel Defoe, il Robinson Crusoe di cui l’anno scorso si sono festeggiati i trecento anni dalla pubblicazione. Forse il romanzo che ha inaugurato il genere dei romanzi d’avventura, genere oggi troppo dimenticato, in questa riscrittura è stato raccontato da una delle matite italiane più grandi di tutti i tempi: Sergio Toppi.

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Sergio Toppi, Robinson Crusoe

L’artista milanese, che collaborerà con Il Giornalino dal 1976 fino agli anni ’90, inizia a lavorare come illustratore negli anni ’50, e solo nel decennio successivo comincia a occuparsi di fumetti: collabora con Il Corriere dei piccoli, poi divenuto Corriere dei ragazzi, Linus, Alter Alter, Corto Maltese, e Sergio Bonelli. Apprezzatissimo in Francia e Spagna, nel 1975 gli viene assegnato il prestigioso Yellow Kid. Appassionato della Grande Storia (ha debuttato con una storia su Pietro Micca, per poi continuare, tra gli altri, con le splendide pubblicazione su Federico II di Svevia e Archimede) e della grande letteratura (ha illustrato anche “Il richiamo della foresta” di London), con Robinson Crusoe riesce a raccontare in maniera eccellente le avventure e disavventure del marinaio che per più di 28 anni visse in un’isola deserta (o quasi: di Venerdì conosciamo tutti l’esistenza). Un segno duro, affilato sia nella rappresentazione dei paesaggi che nella ritrattistica, tagli e inquadrature da grande cineasta, una costruzione dinamica delle pagine.

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Sergio Toppi, Robinson Crusoe

A settembre, il nostro Kids Comics continuerà parlando ampiamente delle riscritture dei classici e con questo piccolo contributo, vogliamo solo mettere l’acquolina in bocca ai lettori. [David Tolin, Pel di carota]

La bussola segna (ancora) il Nord

3 luglio 2020

Abbiamo aperto l’incontro del 25 giugno scorso dedicato a Pippi e alle bambine del Nord con le parole di Beatrice Masini e un’illustrazione di Fabian Negrin contenute ne Le amiche che vorresti e dove trovarle, Giunti Editore.

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Un libro che parla di libri e che è un invito ad andare incontro alle bambine, alle ragazze, alle donne dei grandi classici della letteratura, un appello a guardarle, ad ascoltarle, a conoscerle meglio, andando a cercare i libri che abitano queste eroine di carta. Un invito che i librai Alir hanno raccolto volgendo lo sguardo, nell’anno dei 75 dalla prima pubblicazione, verso Pippi Calzelunghe e le altre bambine del Nord che in qualche maniera le sono parenti, non solo per questioni geografiche, ma anche per lo spirito indomito e selvaggio di cui sono portatrici.

Nel nostro salotto virtuale tante ospiti, studiose, editrici, traduttrici che hanno portato le loro voci e hanno allargato la riflessione mettendo in connessione passato e presente.
E con grande piacere constatiamo che, tredici anni dopo l’importante programma messo in campo da Accademia Drosselmeier e Cooperativa Culturale Giannino Stoppani di Bologna, la bussola segna ancora il Nord. A testimoniarlo ci sono la “nuova” Pippi, Lotta, Britt Mari, Elise, Greta, Lena, Tonja, Anna e altre bambine che arriveranno sui nostri scaffali nei prossimi mesi.

Ha risuonato tante volte il nome di Donatella Ziliotto durante il nostro incontro, prima esploratrice della letteratura nordica in Italia, che in casa Vallecchi prima e Salani poi, come testimoniato da Valentina Paggi, ha dato vita a una vera e propria rivoluzione. Oggi Pippi è nelle librerie nella nuova traduzione di Samanta K.Milton Knowles, un lavoro rispettoso del passato, ma con una veste rinfrescata. Torna il nome di Donatella Ziliotto anche quando ci spostiamo in casa Mondadori in cui una editor giovane e intelligente come Marta Mazza nella collana “Contemporanea” sta facendo un lavoro importante di recupero di titoli del passato e ci offre la possibilità di leggere Britt Mari e Lotta, nate dalla penna di Astrid Lindgren ed accompagnate dalle meravigliose illustrazioni di Beatrice Alemagna.

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E tra gli editori italiani che hanno rivolto la bussola verso Nord ci sono sicuramente Iperborea e Beisler rappresentate da Cristina Gerosa ed Eva Valvo traduttrice del numero 15 della collana “miniborei” e Ulrike Beisler dell’omonima casa editrice, che si stanno impegnando a offrirci il meglio della letteratura nordica del passato e del presente portando sui nostri scaffali veri e propri capolavori che stanno vincendo premi e riconoscimenti importantissimi.

Nel nostro omaggio a Pippi volevamo che lo sguardo si rivolgesse anche verso i progetti sociali a sostegno dei più piccoli come “Pippy of Today”, campagna promossa da Save The Children e The Astrid Lindgren Company a sostegno delle ragazze in fuga da guerre e povertà, che ci è stata presentata da Josiane Elkhoury.

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Le bambine protagoniste di questa letteratura, la loro critica alla società degli adulti, sono portatori di un’idea di libertà, di creatività, di superamento del luogo comune e questo è quello che, da librai, cerchiamo nei libri che mettiamo sugli scaffali e che siamo orgogliosi di diffondere.

Viola Giramondo

1 luglio 2020

Viola Vermeer è una bambina dai boccoli d’oro, dalle guance rosse, dagli occhi parlanti che ci raccontano  di un mondo buffo, indaffarato, colorato e numeroso, perché da qui parte la sua storia, dal “Cirque de la Lune” , dalla sua famiglia. Sua madre Amélie, donna cannone del circo, nel tempo libero cuce coperte patchwork e cucina dolci, suo padre è un domatore d’insetti, con Viola è attento e premuroso, il suo amico Samir la segue per terra e per aria, suo nonno, Tenzin, ogni volta le riserva i doni più rari: il tempo e l’ascolto, i suoi preziosi insegnamenti sembrano piccole note a margine, che, come perle nascoste, arricchiscono il lettore, sono semi per la nostra piccola protagonista per una vita piena, completa, in armonia con gli altri e con la natura. Poi c’è il resto della famiglia proveniente da ogni parte del mondo: i clown sono i gemelli russi Misha Sasha Aliosha, Rajiv è il mangiatore di spade indiano, Reza il fachiro persiano, poi c’è la mitica orchestrina e molti altri. Viola Vermeer è avvolta da un amore universale, incondizionato, profondo, rumoroso e armonico, per questo è così: speciale.

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Viola giramondo, nuova edizione 2020, Tunuè. Di Stefano Radice e Teresa Turconi

Come dice lei stessa, si affida e si fida, estremamente curiosa, intelligente, sensibile ed empatica, attira a sé personaggi altrettanto positivi.
Nel libro troviamo quattro avventure ambientate in luoghi e città sempre diversi, la carovana viaggia e lo scenario cambia. A Parigi Viola incontrerà Toulouse Lautrec, a New York un compositore di fama mondiale e  un giovane nativo americano e in entrambe le occasioni, l’uno imparerà dall’altro, nasceranno ricordi indelebili, momenti esilaranti, emozioni intense che nessuno dei protagonisti dimenticherà, in due parole, diventeranno amici.

Nel terzo episodio, Viola dovrà affrontare una prova difficile e dolorosa, e garantisco che gli occhi del lettore, grande o piccolo che sia, si veleranno di quelle lacrime letterarie, che nascono soltanto quando abbiamo tra le mani un buon libro.
Quarto e ultimo episodio, inedito, di questa nuova edizione di BAO Publishing è un racconto divertente e scanzonato che vede protagonista un altro membro della famiglia: il gibbone Sindbad.
La sceneggiatura ritmata ma piena di riferimenti, poesia e significati, costringe il lettore a soffermarsi, le illustrazioni colorate e dinamiche corrono lungo le pagine, che si ha quasi la sensazione di doverle inseguire, l’unione delle due cose porta il lettore ad appropriarsi subito del ritmo giusto e naturale con cui entrare dentro al fumetto.

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Dopo anni di storie nel settimanale Disney “Topolino”, la coppia Radice/Turconi, con questo libro, ci regala il suo primo romanzo grafico. Stampato per la prima volta nel 2013 per Tunué, vince il Boscarato 2014, viene riproposto oggi da BAO Publishing con una nuova copertina, un episodio inedito e arricchito da una raccolta di schizzi, bozzetti manifesti.
Degli stessi autori segnaliamo Il “Porto proibito”, “Tosca dei boschi”, “Non stancarti di andare”, “Le ragazze del Pillar” e la miniserie di “Orlando Curioso”. [Valentina Serafini, Olivia Bistrot]

Alice di sogno in sogno

25 giugno 2020


Questo graphic novel ha una firma italiana ma arriva dall’America, è infatti stato pubblicato dalla casa editrice californiana Boom! Studios e portato poi in Italia da Bao nel 2019.
Giulio Macaione è un fumettista catanese, di stanza a Bologna, all’attivo un altro titolo per Bao, Basilicò.
La mano che lo ha illustrato è quella di Giulia Adragna, un’illustratrice esordiente che ha chiare influenze Disney e Manga nel suo stile. Colori accesi, personaggi dai grandi occhi espressivi, per uno stile che farà impazzire gli adolescenti.
La protagonista, Alice, è una ragazzina con un potere speciale: vede i sogni delle persone che le dormono accanto. Questo potere non è così bello come potrebbe sembrare, perché immagini del passato la tormentano, qualcosa che non riesce ad afferrare ma che la angoscia nel profondo. A scuola è bullizzata e la notte non riposa… Ma è solo quando i suo migliore amico Jamie cade in coma dopo un incidente, che Alice decide di affrontare i suoi demoni ed entrare nei sogni di Jamie per riportarlo indietro.
Questa graphic attinge al tema del sogno, del sonno, dell’inconscio, andando a porre luce su quelle che sono per eccellenza le nostre zone d’ombra più oscure e segrete. Come nella migliore tradizione freudiana, i traumi passati tornano, è proprio il caso di dire, a galla. Le colpe dei padri (o delle madri) ricadono sui figli, che lottano per conquistare il proprio diritto ad una vita felice, costruendosi la propria strada e virando il corso del destino con la forza del proprio agire nel presente.
La figura adulta, nel fumetto, spazia tra fragilità e meschinità che si oppone a potenti personaggi che sostengono l’adolescente nella sua crescita e, cosa ancor più necessaria, lo ascoltano e gli danno fiducia. Non è solo il testimone negativo che viene passato a questi ragazzi.
Un importante messaggio viene lasciato loro in eredità: Con i giusti strumenti si può arrivare ovunque. Come Orfeo ed Euridice si può risalire dal mondo delle ombre fino alla luce, che i colori di Giulia ci aiutano a vedere, esplodendo sul finale come un raggio di sole in pieno viso.

Un bel fumetto canadese, Opèratique

20 giugno 2020

Il fumetto apre con una citazione di Patti Smith: “When I was a teenager, I dreamed of being an opera singer like Maria Callas”.
La grande soprano entra in scena a metà della narrazione che prende le mosse da una classe di adolescenti nell’ora di musica. Sono invitati da un bravissimo insegnante a esprimersi liberamente, a indicare la canzone del giorno, di quella che hanno nella testa. In classe c’è un banco vuoto da diverso tempo, tanto che gli altri professori lo hanno tolto dalla fila per metterlo in magazzino. Non ha fatto così il prof. di musica.
Lui continua la sua missione con molta passione. Vuole che ragazze e ragazzi conoscano tutti i generi di musica, dal rock, al jazz, dal metal al punk.
Una ragazzina del gruppo di amiche asiatiche ha una cotta per un ragazzino solitario, appassionato entomologo, e allo stesso tempo pensa a chi occupava quel banco ora vuoto e a metà racconto ce lo presenta. Luke ha i capelli neri e lunghi e si veste con una eleganza singolare, è più elegante delle ragazze. Non voglio svelare di più. L’intreccio è ben congegnato, i disegni di Byron Eggenschwiler di buona fattura, la regia del colore non banale, e la voce e la storia di Maria Callas sono elementi centrale della storia.
La casa editrice è di provata garanzia, quindi, in italiano subito, se ancora nessuno lo ha comprato.

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Lettere d’amore da 0 a 10

12 giugno 2020


Thomas Baas non è adeguatamente conosciuto in Italia. Han passato le Alpi, solo alcuni albi grazie a Clichy, uno straordinario Cyrano uscito per Gallucci, e risale a nove anni fa un testo più divulgativo. “Le vacanze ieri e oggi: come sono cambiate” (La Margherita). E’ poco conosciuto anche se l’artista, formatosi a Strasburgo, è di casa presso le più importanti maison: Flammarion, Bayard, Albin Michel, Casterman, Sarbacane, solo per citarne alcune.
Più recente è il suo lavoro come fumettista: “Lettere d’amore da 0 a 10”, appena uscito per Sonda, è nato solo lo scorso inverno.
Da qualche anno la costola BD de L’école des loisirs, Rue de Sèvres ha cominciato a pubblicare fumetti nati da romanzi di autori faro della casa editrice parigina, come Marie-Aude Murail (aspettiamo ansiosamente il fumetto di “Miss Charity”), Marie Desplechin, Xavier-Laurent Petit. Non potevano quindi non prendere in considerazione uno dei best seller dell’americana, che da anni vive e lavora in Francia, Susie Morgenstern.
Il romanzo, del 1996, che in Italia fu pubblicato da Bruno Mondadori per un edizione scolastica, con il titolo “Lettere misteriose” (ora esaurito, speriamo che ritorni in un nuovo formato!), è una storia dolcissima di una famiglia sui generis: un ragazzino e una nonna, soli, la cui vita è rattristata dall’assenza del figlio per l’una e del padre per l’altro.
L’arrivo di Victoire (un nome un programma), coetanea piena di iniziativa e di vita cambierà l’esistenza di Ernest che riuscirà a rompere il silenzio della nonna e a scoprire la sua storia e quella del padre.
Thomas Baas per questo libro ha curato tutto, disegno, colori e sceneggiatura, rispettando l’originale, la forza dei personaggi (Victoire ricorda molto la verve della stessa autrice e di molti suoi personaggi, uno per tutti, Elsie, la ragazza alla pari, che deve badare a Mathilde, nel romanzo “La ragazza numero 13” poi divenuto “Burro d’arachidi a colazione”, uscito per Einaudi Ragazzi) e le atmosfere un po’ retrò.
Vi lasciamo scoprire, leggendo il fumetto, il ruolo che le lettere (da 0 a 10), hanno nel prol narrativo. [David Tolin, Pel di carota]

Quasi signorina

9 giugno 2020


Avevo letto Quasi signorina, pubblicato da Topipittori nel 2016 e mi era molto piaciuto.
Avevo poi perso di vista l’autrice fino all’ultima Angouleme dove ho comprato il suo volume in francese, pubblicato da noi da Rizzoli Lizard, e me lo sono fatto dedicare.
La dedica è molto bella. Avevo pensato di portarmi il libro a Taiwan per mostrarlo agli amici fumettari, invece l’ho riportato a Bologna, via Amsterdam, perché non ho potuto più volare. Avevo un biglietto Parigi – Taipei super! Già pregustavo un’ottima cena, un bel film francese, un comodo letto per dormire in volo, invece ho dovuto andare ad Amsterdam per poter tornare a casa, a Bologna. Allora ho letto il fumetto di Cristina in aeroporto. Per me che sono anziana, Tinder o simili sono ancora una novità. Non riesco a capire come sia possibile incontrarsi in rete. Ma amiche più giovani me lo raccontano e soprattutto Cristina lo racconta meravigliosamente. Poi ci sono i lavori di Cristina per i ragazzi, con Canicola e con Piemme. Voglio assolutamente promuovere una serie di incontri con l’autrice per ragazze e ragazzi di età diverse. Sì, vorrei proprio che facesse parte del gruppo Kids Comics. La inviteremo senz’altro.
Ho poi pensato di farla tradurre a Taiwan e anche in Cina. Cosa sappiamo del sesso dei cinesi?

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Gherd. La ragazza della nebbia

20 maggio 2020

Gherd è una bambina, in un mondo complesso.
Il suo popolo, i Kunya, vive in piccolo villaggio circondato dalla nebbia inflitta, in un tempo antico, dal dio Kemono. I Kunya, detti anche clan degli “ammazzabestie”, sono spesso assediati da creature feroci. Proprio per mano di una di queste Gherd perderà i suoi genitori. Decisa a vendicarsi intraprenderà un viaggio che la porterà a conoscere la complessità del bene e del male.
Grazie a Atheis, monaco Molkhog, che sarà prima una guida, poi un amico prezioso, Gherd scoprirà la storia del suo popolo, quella dei Molkhog e la maledizione del dio Kemono. Scoprirà anche che Bya, sua madre, oltre al piccolo Puc (un gufetto speciale), in eredità, le ha lasciato un diario. La madre, credeva in un futuro diverso, fatto di pace fra i popoli in armonia con la natura e gli animali.
Un viaggio lungo quindi, oltre la nebbia, oltre i confini del suo villaggio, fin dentro sé stessa. Diretta a Dasha, capitale Molkhog, alla ricerca di verità e risposte Gherd scoprirà un nuovo mondo, di cui non conosceva niente, la consapevolezza le donerà maturità, la fiducia le donerà l’amicizia, la scoperta delle sue origini le donerà un’identità.
La storia è un crescendo di azione, Gherd e Atheis si troveranno ad affrontare prove sempre più difficili fino ad arrivare allo scontro finale. Passaggi umoristici, e una rappresentazione alle volte buffa della nostra eroina la rendono umanamente vicina ad ognuno di noi.
La struttura del libro attinge a piene mani allo schema classico della fiaba, ma la sceneggiatura concisa ed efficace di Marco Rocchi e le illustrazioni dettagliate ma estremamente leggilibili di Francesca Carità rendono la storia appetibile e contemporanea. Si notano riferimenti al successo cinematografico Dragon Trainer sia nei custumi che nei modi di pensare dei Kunya, influenze Tolkieniane si trovano nei testi e nelle ambientazioni, a tratti Gherd profuma di Nausicaa della valle del vento, Kemono ricorda il “Dio Bestia” di La principessa Mononoke di Hayao Miyazaki, solo per citarne alcuni. Nonostante tutte queste suggestioni siano evidenti, Gherd la ragazza della nebbia ha una sua originalità, una sua struttura, un suo ritmo. Il finale sembra lasciar intravedere anche la possibilità di nuove avventure. Incrociamo le dita.

Marco Rocchi e Francesca Carità della scuderia Tunuè dopo Le due metà della luna e Gubuldin, episodio raccolto nel volume Stagioni. Quattro storie (e mezza) per Emergency, tornano con questa nuova storia, appena rieditato nella collana Tipitondipiù, la cui prima pubblicazione risale a marzo 2019.

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I Bookcoin in America

15 maggio 2020

I Bookcoin, idea concepita l’anno scorso all’interno di ALIR, ma che solo ora abbiamo iniziato a realizzare, ha varcato l’oceano. Un articolo di Grazia Gotti, dalla quale tutto è partito, è appena stato pubblicato nello storico settimanale Publisher Weekly.

Questa la traduzione:
In Italia le librerie hanno chiuso il 12 marzo e riaperto il 15 aprile, ma già a fine febbraio le notizie del Corona-virus, le librerie per ragazzi erano deserte. Alcune avevano spontaneamente chiuso per timore di recare pericolo ai bambini e ai lettori. I librai riuniti nell’Associazione Alir hanno cominciato ad incontrarsi con Google Meet e si sono messi a lavorare sui progetti.
Primo preparare la mostra A Universe of Stories: Starring the Book insieme al Board dell’Accademia Drosselmeier, Scuola per librai e Centro studi fondata quindi anni fa dal team dalle proprietarie della famosa libreria per ragazzi Giannino Stoppani, nella piazza principale di Bologna, libreria che tutto il mondo editoriale che viene a Bologna per la fiera conosce.
Da tempo pensavano a una nuova moneta, una moneta che serve solo per comprare i libri.
E l’emergenza del virus, con il calo del fatturato ha accelerato il progetto. Ivan Canu ha disegnato le banconote, è stato creato un comitato per lanciare questa campagna.


1 tutte le librerie dell’Associazione useranno queste banconote come buoni.
Succede spesso che nelle librerie di fiducia un adulto voglia regalare un buono da spendere in libri ad un bambino in occasione del compleanno o in altra occasione
Well da maggio riceverà delle banconote del valore degli euro del suo buono, Per 100 auro avrò 2 Rodari, oppure 3 Dahl, 2 Rodari ,1 Lindgren, o come preferisce il cliente

2 sul piano politico ed economico i Bookcoin diventeranno una valuta preziosa, il cui rendimento è un futuro migliore.
Si faranno progetti per biblioteche nelle zone di Italia più povere, si porteranno i libri dove non ci sono, nelle scuole, da quelle dell’infanzia fino agli adolescenti, si obbligheranno i governi locali ad acquistare dalle librerie del territorio per le biblioteche pubbliche, si sovvenzioneranno festival e soprattutto corsi di formazione per gli insegnanti.

Chi può investire?
Gli Andrew Carnagie dei giorni nostri
Le fondazioni bancari che in Italia per legge devono restituir denaro per la spesa sanitaria, sociale e culturale.
Ma busseremo anche alla porta di scrittori che abbiano venduto 100.000 copie o abbiano ricevuto premi di un certo peso, come l’Astrid Lindgren Memorial Award, di editori di grandi, medi e piccola dimensione.
Noi qui lo Chiamiamo un Piano Marshall per i libri per ragazzi, pertanto amici americani, se ci volete aiutare, siete i benvenuti!
Grazia Gotti

Premio Orbil 2020, i vincitori. Categoria Balloon: “Il principe e la sarta”, Jen Wang

6 maggio 2020

“Il principe e la sarta”, Jen Wang, traduzione di Caterina Marietti, Bao Publishing

 Diventare sé stessi è il difficile compito che ci è stato affidato alla nascita e l’obiettivo che perseguiamo nel corso di tutta la nostra vita. Ognuno di noi ha un destino e in questa fiaba queer firmata da Jen Wang, i personaggi seguono il proprio con coraggio ed andando incontro a tutte le difficoltà del caso.

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Non è semplice per un’umile sarta diventare una famosa stilista, così come non è facile per un principe adolescente che ama vestirsi da donna, non disattendere i ruoli che la società gli impone.
Un messaggio importante raccontato attraverso un visivo potente ed originale, colori sgargianti ed uno studio accurato sulla sartoria e i costumi, sui drappeggi, sui movimenti delle stoffe e dei capelli dei personaggi. La prova matura di una delle autrici più interessanti della moderna scena del romanzo grafico americano.