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Anna dai capelli rossi

5 settembre 2020

Continuiamo il nostro viaggio dei classici per ragazzi a fumetti, con un libro pubblicato a novembre dell’anno scorso. La storia è quella che conosciamo della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery, pubblicata per la prima volta nel 1908. Siamo a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento e Matthew e Marilla Cuthbert, decidono di accogliere un orfano per farsi dare una mano nello loro fattoria, ma il destino ha altri piani e Anne Shirley irrompe nelle loro vite, per trasformarle, arricchirle. Anna è dolce, affettuosa e maldestra, ha un’immaginazione fervida e Green Gables si trasforma ai suoi occhi in un luogo onirico e animistico.

Anche la piccola comunità sarà colpita dal fascino e dalla luce della piccola Anna, a partire dalla signora Lynde, vicina di casa, e dalla sua amica del cuore, Diana Barry, o da Gilbert Blythe giovane e audace compagno di scuola. Anna è sensibile, fragile e caparbia, è un’anima buona in cerca del suo posto nel mondo e sarà proprio a Green Gables che metterà le sue radici, che troverà le sue “anime affini”. Un romanzo di formazione, un classico per ragazzi che trova qui, in questo adattamento fedele e minuzioso, una veste nuova, che lo rende piacevole e leggibile anche per i più piccoli.

Le illustrazioni della Thummler regalano al testo inquadrature, punti di vista e particolari aderenti all’ambientazione, che ben riescono nel compito di agganciare il lettore in maniera estremamente veloce. Le tavole propongono un numero di vignette molto variabile, dalle 12 fino ad arrivare a disegni a pannello unico (splash page) e in alcune occasioni al doppio pannello unico (double splash page) per una narrazione variegata e distesa che rende bene lo scorrere naturale e irregolare del tempo. I colori ben studiati e un’espressività dei personaggi credibile sostengono il testo in maniera estremamente puntuale, le linee morbide e sinuose nelle code dei ballon facilitano le lettura, quelle dei paesaggi, dei corpi e dei capelli rossi di Anna donano leggerezza al racconto senza togliere profondità: Anna, “con la A”, sarebbe un peccato non conoscerla, e questa storia a fumetti è un’occasione in più, per anticipare l’incontro, particolarmente riuscita. 
Anna dai capelli rossi è un personaggio iconico nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza e le sue trasposizioni spaziano sia in ambito cinematografico che televisivo. La Panini Comics, nel 1998, ha pubblicato un manga di Yumiko Igarashi. 

Anna dai capelli rossi, Editrice il Castoro, è l’opera prima di Mariah Marsden, bibliotecaria specializzata in libri per bambini, ha studiato Scrittura Creativa all’Università del Missouri, e di Brenna Thummler, cresciuta in Pennsylvania. Dopo essersi laureata al Ringling College of Art and Design, ha iniziato a lavorare per l’editoria e la pubblicità, anche lei alla sua prima opera per ragazzi/e. 

50… 20… 10…, pronti, ai blocchi, via!

2 settembre 2020

Chissà se quando abbiamo iniziato a dare forma a un’idea ambiziosa come questa, di creare nuove banconote spendibili in libri, avremmo scommesso che saremmo riusciti realmente nell’intento, ma di  certo eravamo animati da grande entusiasmo e determinazione.

Sono trascorsi due anni da quando, in collaborazione con l’Accademia Drosselmeier, affidammo il progetto grafico a Ivan Canu e il suo grande talento ha restituito i volti di Gianni Rodari, Astrid Lindgren e Roal Dahl sui tre tagli dei Bookcoin che oggi, finalmente, abbiamo tra le mani.

Ne abbiamo dato notizia  al Convegno Internazionale dei librai della Bologna Children’s Book Fair lo scorso anno, li abbiamo annunciati al mondo durante il lockdown (puoi leggere qui) e  la potenza del progetto ha attirato l’attenzione della stampa nazionale, internazionale e di molti sostenitori.

Primo tra tutti Leonardo Aldegheri, di Grafiche AZ, storica tipografia veronese, che dagli anni Settanta stampa con cura e professionalità albi illustrati per bambini. Dalla sua azienda sono usciti libri che hanno fatto la storia  dell’editoria per ragazzi. 

Non avremmo potuto immaginare compagno di strada migliore!

Leonardo ha sposato con entusiasmo e divertimento il progetto, abbiamo molto riso all’idea di stampare soldi finti, ci siamo interrogati su consistenza, inchiostri, peso della carta, esperienza tattile, perché sì, si tratta di un gioco, ma fin da subito l’obiettivo era quello di avere prodotti di grande qualità. 

Ce l’abbiamo fatta: i bookcoin riassumono il massimo dell’arte, della grafica e della professionalità e oggi, 2 settembre 2020, sono pronti per essere acquistati nelle librerie Alir ed essere regalati ai bambini.

Un primo passo decisivo, al quale seguirà la costituzione di una Fondazione, che si impegnerà a sostegno di progetti di valore per la promozione della lettura e della cultura dell’infanzia.

Ma non ci siamo fermati qui!

In un anno così avverso, con un centenario importante come quello di Gianni Rodari da celebrare, abbiamo rilanciato progettando insieme a Ivan Canu e Chiara Cereda una serie di oggetti che traggono ispirazione dalla nostra banconota da 50 bookcoin, che ritrae Rodari, appunto.

Ne sono nate cartoline, spillette e shopper, caratterizzate dal ritratto dell’autore e dai personaggi che popolano “Le avventure di Cipollino”, che da oggi troverete nelle nostre librerie.

Un’operazione lunga, resa complessa dalle difficoltà dei mesi passati, che ci rende fieri del lavoro svolto e felici, per affrontare il mese settembrino e l’autunno con rinnovato slancio!

Di questo, del backstage del progetto bookcoin e di altro ancora, parleremo domani 3 settembre alle ore 18,30 in una diretta streaming che andrà in onda sulla nostra pagina Facebook e sul canale YouTube. Saranno nostri ospiti Leonardo Aldegheri e Ivan Canu, che dialogheranno con Grazia Gotti (Accademia Drosselmeier) e Petra Paoli (segretaria Alir).

 Vi aspettiamo!

Dove non sei tu

30 agosto 2020

“La prima volta in cui seppi che mia madre stava male fu quando mio padre ributtò in acqua tutto il pesce. Quella sera soffrimmo la fame. Per capire il vuoto, ci disse.”

L’assenza di qualcuno a volte può essere una presenza palpabile che ti accompagna sempre. Nella copertina di “Dove non sei tu”, Lorenzo Ghetti, Coconino Press, c’è una sagoma ritagliata. È vuota, trasparente, eppure più presente che mai.

Lido è un ragazzino che vive in un futuro in cui si possono indossare tute ScOut ed essere lontani chilometri da dove si è fisicamente. Ci si infila nella tuta e dalla propria camera si può viaggiare il mondo. La sua compagna di classe, Mobi, è una tuta. Lui non ne ha mai visto l’aspetto eppure il loro rapporto è vivo e profondo. Condividono la quotidianità, le chiacchiere, i sogni. Solo che lei non è DAVVERO lì.

Quando però arriva il momento di incontrarsi realmente, Mobi sparisce nel nulla. E il senso di vuoto, che proviamo insieme a Lido, ci fa sentire quanto l’assenza sia in realtà una presenza, solida come un corpo. Dolorosa e pungente, tangibile e solida. La cosa che ti manca è quella che si nota maggiormente, perché lascia un buco, uno spazio. Dentro quello spazio vuoto c’è tutto il pieno di quello che è stato e far finta che non sia mai esistito è impossibile. Lido sfiderà lo spazio/tempo (e la sua repulsione per le tute ScOut) per cercare Mobi.

Lasciarsi.

Sparire.

Percorrere distanze siderali per colmare un vuoto, perché “dove non sei tu”, è un luogo insopportabile.

In un futuro distopico e dominato dalla tecnologia può essere ancora più difficile trovarsi…

Questo fumetto appartiene al genere così detto “Webcomic”, assolutamente da assaggiare!

Personaggi in cerca d’autore (e illustratore)

26 agosto 2020

Vittoria Facchini e Bernard Friot si sono incontrati professionalmente qualche anno fa. L’autore francese, scoperto l’albo “Cinque ciliegie”, che Vittoria riuscì a far editare in prima battuta dalla newyorchese Enchanted Lion Books, se ne innamorò e si mise in testa di tradurlo in francese (dopo aver letto anche la versione originale), per proporlo in Francia: l’edizione Saltimbanque precedette di qualche mese quella italiana di Terre di mezzo.

I due artisti, il prossimo autunno, si troveranno in provincia di Padova per una collaborazione di altro tipo, più intensa e creativa: un workshop aperto a piccoli (almeno 9 anni) e grandi (insegnanti, genitori, appassionati di letteratura) interessati a seguire un doppio corso di scrittura e illustrazione.

Vittoria Facchini, da “Siate gentile con le mucche”, Editoriale Scienza

Tre giornate di lavoro per comprendere come si costruiscono i personaggi delle storie, come nascono, come evolvono. Ai partecipati i due artisti chiederanno di ideare bambini o adulti, animali o altro attraverso le numerose suggestioni testuali e visive che proporranno nei loro interventi.

Il titolo del workshop è FFSS Ritratti ferroviari perché il personaggio che ognuno modellerà, dovrà muoversi in una stazione, uno spazio preciso, un luogo di passaggio, punto di partenza e/o arrivo, di incontro, di attesa, un luogo neutro ma pieno di fascino.

Martin Jarrie, Bernard Friot, Editions Milan

Le tre giornate saranno poi materiale grezzo dal quale iniziare a lavorare per un nuovo libro, una pubblicazione che vedrà la luce in casa Lapis.

Oltre alla casa editrice romana, partner del progetto sono l’ente formativo Proteo Fare – Sapere di Padova, e Euganea Movie Movement associazione che da alcuni anni ha in gestione lo spazio che accoglierà l’atelier, Villa Pisani, di Monselice, una villa veneta del 1556.

Per tutti i dettagli entrate nel sito di Pel di carota o nella pagina Facebook della libreria. [David Tolin, Libreria Pel di Carota, Padova]

Sergio Toppi, Robinson Crusoe

31 luglio 2020

La storica rivista per ragazzi “Il Giornalino”, nata nel 1924, ha da sempre privilegiato il linguaggio dei fumetti.

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Nelle sue pagine ha ospitato firme autoriali della Nona Arte come Dino Battaglia, Sergio Toppi, Jacovitti, Gianni De Luca, Massimo Mattioli, Tiziano Sclavi, Giorgio Cavazzano, Alfredo Castelli, Claudio Nizzi.

Molti i personaggi che hanno trovato casa dentro Il Giornalino: Bugs Bunny, Daffy Duck, Gatto Silvestro, i Puffi, Lucky Luke, Braccio di Ferro, Scooby Doo e Tom & Jerry, Asterix, Popeye. Oltre al fumetto popolare, nella sua accezione più positiva, molte sono state anche le esperienze più “colte”, come quelle delle numerose trasposizioni fumettistiche di classici per adulti e per ragazzi: da Dante a Manzoni, da Verne a Twain, passando per la Alcott e Stevenson. Nei primi anni del duemila, San Paolo, editore della rivista milanese, ha portato in libreria alcuni dei titoli dei classici che uscivano nel settimanale.

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Sergio Toppi, Robinson Crusoe

Nella collana “La grande letteratura a fumetti” ricorrono infatti grandi personaggi come Ulisse, Nemo e Lidenbrock, Don Chisciotte, Artù, Jim, Long John Silver o Gulliver. Quello di cui vogliamo parlare oggi è il capolavoro di Daniel Defoe, il Robinson Crusoe di cui l’anno scorso si sono festeggiati i trecento anni dalla pubblicazione. Forse il romanzo che ha inaugurato il genere dei romanzi d’avventura, genere oggi troppo dimenticato, in questa riscrittura è stato raccontato da una delle matite italiane più grandi di tutti i tempi: Sergio Toppi.

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Sergio Toppi, Robinson Crusoe

L’artista milanese, che collaborerà con Il Giornalino dal 1976 fino agli anni ’90, inizia a lavorare come illustratore negli anni ’50, e solo nel decennio successivo comincia a occuparsi di fumetti: collabora con Il Corriere dei piccoli, poi divenuto Corriere dei ragazzi, Linus, Alter Alter, Corto Maltese, e Sergio Bonelli. Apprezzatissimo in Francia e Spagna, nel 1975 gli viene assegnato il prestigioso Yellow Kid. Appassionato della Grande Storia (ha debuttato con una storia su Pietro Micca, per poi continuare, tra gli altri, con le splendide pubblicazione su Federico II di Svevia e Archimede) e della grande letteratura (ha illustrato anche “Il richiamo della foresta” di London), con Robinson Crusoe riesce a raccontare in maniera eccellente le avventure e disavventure del marinaio che per più di 28 anni visse in un’isola deserta (o quasi: di Venerdì conosciamo tutti l’esistenza). Un segno duro, affilato sia nella rappresentazione dei paesaggi che nella ritrattistica, tagli e inquadrature da grande cineasta, una costruzione dinamica delle pagine.

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Sergio Toppi, Robinson Crusoe

A settembre, il nostro Kids Comics continuerà parlando ampiamente delle riscritture dei classici e con questo piccolo contributo, vogliamo solo mettere l’acquolina in bocca ai lettori. [David Tolin, Pel di carota]

La bussola segna (ancora) il Nord

3 luglio 2020

Abbiamo aperto l’incontro del 25 giugno scorso dedicato a Pippi e alle bambine del Nord con le parole di Beatrice Masini e un’illustrazione di Fabian Negrin contenute ne Le amiche che vorresti e dove trovarle, Giunti Editore.

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Un libro che parla di libri e che è un invito ad andare incontro alle bambine, alle ragazze, alle donne dei grandi classici della letteratura, un appello a guardarle, ad ascoltarle, a conoscerle meglio, andando a cercare i libri che abitano queste eroine di carta. Un invito che i librai Alir hanno raccolto volgendo lo sguardo, nell’anno dei 75 dalla prima pubblicazione, verso Pippi Calzelunghe e le altre bambine del Nord che in qualche maniera le sono parenti, non solo per questioni geografiche, ma anche per lo spirito indomito e selvaggio di cui sono portatrici.

Nel nostro salotto virtuale tante ospiti, studiose, editrici, traduttrici che hanno portato le loro voci e hanno allargato la riflessione mettendo in connessione passato e presente.
E con grande piacere constatiamo che, tredici anni dopo l’importante programma messo in campo da Accademia Drosselmeier e Cooperativa Culturale Giannino Stoppani di Bologna, la bussola segna ancora il Nord. A testimoniarlo ci sono la “nuova” Pippi, Lotta, Britt Mari, Elise, Greta, Lena, Tonja, Anna e altre bambine che arriveranno sui nostri scaffali nei prossimi mesi.

Ha risuonato tante volte il nome di Donatella Ziliotto durante il nostro incontro, prima esploratrice della letteratura nordica in Italia, che in casa Vallecchi prima e Salani poi, come testimoniato da Valentina Paggi, ha dato vita a una vera e propria rivoluzione. Oggi Pippi è nelle librerie nella nuova traduzione di Samanta K.Milton Knowles, un lavoro rispettoso del passato, ma con una veste rinfrescata. Torna il nome di Donatella Ziliotto anche quando ci spostiamo in casa Mondadori in cui una editor giovane e intelligente come Marta Mazza nella collana “Contemporanea” sta facendo un lavoro importante di recupero di titoli del passato e ci offre la possibilità di leggere Britt Mari e Lotta, nate dalla penna di Astrid Lindgren ed accompagnate dalle meravigliose illustrazioni di Beatrice Alemagna.

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E tra gli editori italiani che hanno rivolto la bussola verso Nord ci sono sicuramente Iperborea e Beisler rappresentate da Cristina Gerosa ed Eva Valvo traduttrice del numero 15 della collana “miniborei” e Ulrike Beisler dell’omonima casa editrice, che si stanno impegnando a offrirci il meglio della letteratura nordica del passato e del presente portando sui nostri scaffali veri e propri capolavori che stanno vincendo premi e riconoscimenti importantissimi.

Nel nostro omaggio a Pippi volevamo che lo sguardo si rivolgesse anche verso i progetti sociali a sostegno dei più piccoli come “Pippy of Today”, campagna promossa da Save The Children e The Astrid Lindgren Company a sostegno delle ragazze in fuga da guerre e povertà, che ci è stata presentata da Josiane Elkhoury.

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Le bambine protagoniste di questa letteratura, la loro critica alla società degli adulti, sono portatori di un’idea di libertà, di creatività, di superamento del luogo comune e questo è quello che, da librai, cerchiamo nei libri che mettiamo sugli scaffali e che siamo orgogliosi di diffondere.

Viola Giramondo

1 luglio 2020

Viola Vermeer è una bambina dai boccoli d’oro, dalle guance rosse, dagli occhi parlanti che ci raccontano  di un mondo buffo, indaffarato, colorato e numeroso, perché da qui parte la sua storia, dal “Cirque de la Lune” , dalla sua famiglia. Sua madre Amélie, donna cannone del circo, nel tempo libero cuce coperte patchwork e cucina dolci, suo padre è un domatore d’insetti, con Viola è attento e premuroso, il suo amico Samir la segue per terra e per aria, suo nonno, Tenzin, ogni volta le riserva i doni più rari: il tempo e l’ascolto, i suoi preziosi insegnamenti sembrano piccole note a margine, che, come perle nascoste, arricchiscono il lettore, sono semi per la nostra piccola protagonista per una vita piena, completa, in armonia con gli altri e con la natura. Poi c’è il resto della famiglia proveniente da ogni parte del mondo: i clown sono i gemelli russi Misha Sasha Aliosha, Rajiv è il mangiatore di spade indiano, Reza il fachiro persiano, poi c’è la mitica orchestrina e molti altri. Viola Vermeer è avvolta da un amore universale, incondizionato, profondo, rumoroso e armonico, per questo è così: speciale.

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Viola giramondo, nuova edizione 2020, Tunuè. Di Stefano Radice e Teresa Turconi

Come dice lei stessa, si affida e si fida, estremamente curiosa, intelligente, sensibile ed empatica, attira a sé personaggi altrettanto positivi.
Nel libro troviamo quattro avventure ambientate in luoghi e città sempre diversi, la carovana viaggia e lo scenario cambia. A Parigi Viola incontrerà Toulouse Lautrec, a New York un compositore di fama mondiale e  un giovane nativo americano e in entrambe le occasioni, l’uno imparerà dall’altro, nasceranno ricordi indelebili, momenti esilaranti, emozioni intense che nessuno dei protagonisti dimenticherà, in due parole, diventeranno amici.

Nel terzo episodio, Viola dovrà affrontare una prova difficile e dolorosa, e garantisco che gli occhi del lettore, grande o piccolo che sia, si veleranno di quelle lacrime letterarie, che nascono soltanto quando abbiamo tra le mani un buon libro.
Quarto e ultimo episodio, inedito, di questa nuova edizione di BAO Publishing è un racconto divertente e scanzonato che vede protagonista un altro membro della famiglia: il gibbone Sindbad.
La sceneggiatura ritmata ma piena di riferimenti, poesia e significati, costringe il lettore a soffermarsi, le illustrazioni colorate e dinamiche corrono lungo le pagine, che si ha quasi la sensazione di doverle inseguire, l’unione delle due cose porta il lettore ad appropriarsi subito del ritmo giusto e naturale con cui entrare dentro al fumetto.

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Dopo anni di storie nel settimanale Disney “Topolino”, la coppia Radice/Turconi, con questo libro, ci regala il suo primo romanzo grafico. Stampato per la prima volta nel 2013 per Tunué, vince il Boscarato 2014, viene riproposto oggi da BAO Publishing con una nuova copertina, un episodio inedito e arricchito da una raccolta di schizzi, bozzetti manifesti.
Degli stessi autori segnaliamo Il “Porto proibito”, “Tosca dei boschi”, “Non stancarti di andare”, “Le ragazze del Pillar” e la miniserie di “Orlando Curioso”. [Valentina Serafini, Olivia Bistrot]

Alice di sogno in sogno

25 giugno 2020


Questo graphic novel ha una firma italiana ma arriva dall’America, è infatti stato pubblicato dalla casa editrice californiana Boom! Studios e portato poi in Italia da Bao nel 2019.
Giulio Macaione è un fumettista catanese, di stanza a Bologna, all’attivo un altro titolo per Bao, Basilicò.
La mano che lo ha illustrato è quella di Giulia Adragna, un’illustratrice esordiente che ha chiare influenze Disney e Manga nel suo stile. Colori accesi, personaggi dai grandi occhi espressivi, per uno stile che farà impazzire gli adolescenti.
La protagonista, Alice, è una ragazzina con un potere speciale: vede i sogni delle persone che le dormono accanto. Questo potere non è così bello come potrebbe sembrare, perché immagini del passato la tormentano, qualcosa che non riesce ad afferrare ma che la angoscia nel profondo. A scuola è bullizzata e la notte non riposa… Ma è solo quando i suo migliore amico Jamie cade in coma dopo un incidente, che Alice decide di affrontare i suoi demoni ed entrare nei sogni di Jamie per riportarlo indietro.
Questa graphic attinge al tema del sogno, del sonno, dell’inconscio, andando a porre luce su quelle che sono per eccellenza le nostre zone d’ombra più oscure e segrete. Come nella migliore tradizione freudiana, i traumi passati tornano, è proprio il caso di dire, a galla. Le colpe dei padri (o delle madri) ricadono sui figli, che lottano per conquistare il proprio diritto ad una vita felice, costruendosi la propria strada e virando il corso del destino con la forza del proprio agire nel presente.
La figura adulta, nel fumetto, spazia tra fragilità e meschinità che si oppone a potenti personaggi che sostengono l’adolescente nella sua crescita e, cosa ancor più necessaria, lo ascoltano e gli danno fiducia. Non è solo il testimone negativo che viene passato a questi ragazzi.
Un importante messaggio viene lasciato loro in eredità: Con i giusti strumenti si può arrivare ovunque. Come Orfeo ed Euridice si può risalire dal mondo delle ombre fino alla luce, che i colori di Giulia ci aiutano a vedere, esplodendo sul finale come un raggio di sole in pieno viso.

Un bel fumetto canadese, Opèratique

20 giugno 2020

Il fumetto apre con una citazione di Patti Smith: “When I was a teenager, I dreamed of being an opera singer like Maria Callas”.
La grande soprano entra in scena a metà della narrazione che prende le mosse da una classe di adolescenti nell’ora di musica. Sono invitati da un bravissimo insegnante a esprimersi liberamente, a indicare la canzone del giorno, di quella che hanno nella testa. In classe c’è un banco vuoto da diverso tempo, tanto che gli altri professori lo hanno tolto dalla fila per metterlo in magazzino. Non ha fatto così il prof. di musica.
Lui continua la sua missione con molta passione. Vuole che ragazze e ragazzi conoscano tutti i generi di musica, dal rock, al jazz, dal metal al punk.
Una ragazzina del gruppo di amiche asiatiche ha una cotta per un ragazzino solitario, appassionato entomologo, e allo stesso tempo pensa a chi occupava quel banco ora vuoto e a metà racconto ce lo presenta. Luke ha i capelli neri e lunghi e si veste con una eleganza singolare, è più elegante delle ragazze. Non voglio svelare di più. L’intreccio è ben congegnato, i disegni di Byron Eggenschwiler di buona fattura, la regia del colore non banale, e la voce e la storia di Maria Callas sono elementi centrale della storia.
La casa editrice è di provata garanzia, quindi, in italiano subito, se ancora nessuno lo ha comprato.

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Lettere d’amore da 0 a 10

12 giugno 2020


Thomas Baas non è adeguatamente conosciuto in Italia. Han passato le Alpi, solo alcuni albi grazie a Clichy, uno straordinario Cyrano uscito per Gallucci, e risale a nove anni fa un testo più divulgativo. “Le vacanze ieri e oggi: come sono cambiate” (La Margherita). E’ poco conosciuto anche se l’artista, formatosi a Strasburgo, è di casa presso le più importanti maison: Flammarion, Bayard, Albin Michel, Casterman, Sarbacane, solo per citarne alcune.
Più recente è il suo lavoro come fumettista: “Lettere d’amore da 0 a 10”, appena uscito per Sonda, è nato solo lo scorso inverno.
Da qualche anno la costola BD de L’école des loisirs, Rue de Sèvres ha cominciato a pubblicare fumetti nati da romanzi di autori faro della casa editrice parigina, come Marie-Aude Murail (aspettiamo ansiosamente il fumetto di “Miss Charity”), Marie Desplechin, Xavier-Laurent Petit. Non potevano quindi non prendere in considerazione uno dei best seller dell’americana, che da anni vive e lavora in Francia, Susie Morgenstern.
Il romanzo, del 1996, che in Italia fu pubblicato da Bruno Mondadori per un edizione scolastica, con il titolo “Lettere misteriose” (ora esaurito, speriamo che ritorni in un nuovo formato!), è una storia dolcissima di una famiglia sui generis: un ragazzino e una nonna, soli, la cui vita è rattristata dall’assenza del figlio per l’una e del padre per l’altro.
L’arrivo di Victoire (un nome un programma), coetanea piena di iniziativa e di vita cambierà l’esistenza di Ernest che riuscirà a rompere il silenzio della nonna e a scoprire la sua storia e quella del padre.
Thomas Baas per questo libro ha curato tutto, disegno, colori e sceneggiatura, rispettando l’originale, la forza dei personaggi (Victoire ricorda molto la verve della stessa autrice e di molti suoi personaggi, uno per tutti, Elsie, la ragazza alla pari, che deve badare a Mathilde, nel romanzo “La ragazza numero 13” poi divenuto “Burro d’arachidi a colazione”, uscito per Einaudi Ragazzi) e le atmosfere un po’ retrò.
Vi lasciamo scoprire, leggendo il fumetto, il ruolo che le lettere (da 0 a 10), hanno nel prol narrativo. [David Tolin, Pel di carota]