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Kids Comics

Il KIDS COMICS è il festival diffuso del fumetto che ALIR ha concepito nell’inverno 2020.
L’idea è nata in quel di Angoulême, durate la 47° edizione del Festival International de la Bande Dessinée.
Un festival che vedrà il suo centro d’azione in numerose librerie di tutt’Italia, durante tutto il periodo dell’anno.
A disegnare il logo Loris De Marco della scuderia Tunué.

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26 giugno 2020

KIDS COMICS – PRIMA PARTE

Ai blocchi di partenza il nostro festival diffuso KIDS COMICS, nato in terra francese, come pensiero e sviluppato in questi mesi tra le letture e le idee di alcuni librai della nostra associazione.
Una prima fase on line, che viene inaugurata con un omaggio ad un’icona del fumetto italiano, la Stefi, una bambinetta nata nel 1976 tra le pagine del Corriere dei piccoli, per mano di una grandissima fumettista e illustratrice, Grazia Nidasio, vincitrice di uno dei massimi riconoscimenti della Nona Arte, lo Yellow Kid, nel 1972.
Il programma prosegue con la presentazione del nostro premio Orbil 2020: Il principe e la sarta, edito da Bao Publishing.
Seguono poi incontri per piccoli e grandi, autori e fumettisti italiani e stranieri, pubblicazioni delle migliori case editrici di fumetti e non. A presentare i “referenti” di alcune librerie dell’associazione a cui presto se ne aggiungeranno molte altre.
Chiudiamo questo primo capitolo del “Festival diffuso” con la nascita di una nuova rivista per bambini e ragazzi, Kroco, edito da Comma22.
Seguiteci sulla nostra pagina facebook.

PS
Ringraziamo Tunué per la grafica di tutti gli eventi.

 

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20 giugno 2020

UN BEL FUMETTO CANADESE

Il fumetto apre con una citazione di Patti Smith: “When I was a teenager, I dreamed of being an opera singer like Maria Callas”.
La grande soprano entra in scena a metà della narrazione che prende le mosse da una classe di adolescenti nell’ora di musica. Sono invitati da un bravissimo insegnante a esprimersi liberamente, a indicare la canzone del giorno, di quella che hanno nella testa. In classe c’è un banco vuoto da diverso tempo, tanto che gli altri professori lo hanno tolto dalla fila per metterlo in magazzino. Non ha fatto così il prof. di musica.
Lui continua la sua missione con molta passione. Vuole che ragazze e ragazzi conoscano tutti i generi di musica, dal rock, al jazz, dal metal al punk.
Una ragazzina del gruppo di amiche asiatiche ha una cotta per un ragazzino solitario, appassionato entomologo, e allo stesso tempo pensa a chi occupava quel banco ora vuoto e a metà racconto ce lo presenta. Luke ha i capelli neri e lunghi e si veste con una eleganza singolare, è più elegante delle ragazze. Non voglio svelare di più. L’intreccio è ben congegnato, i disegni di Byron Eggenschwiler di buona fattura, la regia del colore non banale, e la voce e la storia di Maria Callas sono elementi centrale della storia.
La casa editrice è di provata garanzia, quindi, in italiano subito, se ancora nessuno lo ha comprato.

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12 giugno 2020

LETTERE D’AMORE DA 0 A 10

Thomas Baas non è adeguatamente conosciuto in Italia. Han passato le Alpi, solo alcuni albi grazie a Clichy, uno straordinario Cyrano uscito per Gallucci, e risale a nove anni fa un testo più divulgativo. “Le vacanze ieri e oggi: come sono cambiate” (La Margherita). E’ poco conosciuto anche se l’artista, formatosi a Strasburgo, è di casa presso le più importanti maison: Flammarion, Bayard, Albin Michel, Casterman, Sarbacane, solo per citarne alcune.
Più recente è il suo lavoro come fumettista: “Lettere d’amore da 0 a 10”, appena uscito per Sonda, è nato solo lo scorso inverno.
Da qualche anno la costola BD de L’école des loisirs, Rue de Sèvres ha cominciato a pubblicare fumetti nati da romanzi di autori faro della casa editrice parigina, come Marie-Aude Murail (aspettiamo ansiosamente il fumetto di “Miss Charity”), Marie Desplechin, Xavier-Laurent Petit. Non potevano quindi non prendere in considerazione uno dei best seller dell’americana, che da anni vive e lavora in Francia, Susie Morgenstern.
Il romanzo, del 1996, che in Italia fu pubblicato da Bruno Mondadori per un edizione scolastica, con il titolo “Lettere misteriose” (ora esaurito, speriamo che ritorni in un nuovo formato!), è una storia dolcissima di una famiglia sui generis: un ragazzino e una nonna, soli, la cui vita è rattristata dall’assenza del figlio per l’una e del padre per l’altro.
L’arrivo di Victoire (un nome un programma), coetanea piena di iniziativa e di vita cambierà l’esistenza di Ernest che riuscirà a rompere il silenzio della nonna e a scoprire la sua storia e quella del padre.
Thomas Baas per questo libro ha curato tutto, disegno, colori e sceneggiatura, rispettando l’originale, la forza dei personaggi (Victoire ricorda molto la verve della stessa autrice e di molti suoi personaggi, uno per tutti, Elsie, la ragazza alla pari, che deve badare a Mathilde, nel romanzo “La ragazza numero 13” poi divenuto “Burro d’arachidi a colazione”, uscito per Einaudi Ragazzi) e le atmosfere un po’ retrò.
Vi lasciamo scoprire, leggendo il fumetto, il ruolo che le lettere (da 0 a 10), hanno nel prol narrativo.
David Tolin
Pel di carota

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9 giugno 2020

CRISTINA PORTOLANO


Avevo letto Quasi signorina, pubblicato da Topipittori nel 2016 e mi era molto piaciuto.
Avevo poi perso di vista l’autrice fino all’ultima Angouleme dove ho comprato il suo volume in francese, pubblicato da noi da Rizzoli Lizard, e me lo sono fatto dedicare.
La dedica è molto bella. Avevo pensato di portarmi il libro a Taiwan per mostrarlo agli amici fumettari, invece l’ho riportato a Bologna, via Amsterdam, perché non ho potuto più volare. Avevo un biglietto Parigi – Taipei super! Già pregustavo un’ ottima cena, un bel film francese, un comodo letto per dormire in volo, invece ho dovuto andare ad Amsterdam per poter tornare a casa, a Bologna. Allora ho letto il fumetto di Cristina in aeroporto. Per me che sono anziana, Tinder o simili sono ancora una novità. Non riesco a capire come sia possibile incontrarsi in rete. Ma amiche più giovani me lo raccontano e soprattutto Cristina lo racconta meravigliosamente. Poi ci sono i lavori di Cristina per i ragazzi, con Canicola e con Piemme. Voglio assolutamente promuovere una serie di incontri con l’autrice per ragazze e ragazzi di età diverse. Sì, vorrei proprio che facesse parte del gruppo Kids Comics. La inviteremo senz’altro.
Ho poi pensato di farla tradurre a Taiwan e anche in Cina. Cosa sappiamo del sesso dei cinesi?

Grazia Gotti

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25 maggio 2020

ALICE DI SOGNO IN SOGNO


Questo graphic novel ha una firma italiana ma arriva dall’America, è infatti stato pubblicato dalla casa editrice californiana Boom! Studios e portato poi in Italia da Bao nel 2019.
Giulio Macaione è un fumettista catanese, di stanza a Bologna, all’attivo un altro titolo per Bao; Basilicò.
La mano che lo ha illustrato è quella di Giulia Adragna, un’illustratrice esordiente che ha chiare influenze Disney e Manga nel suo stile. Colori accesi, personaggi dai grandi occhi espressivi, per uno stile che farà impazzire gli adolescenti.
La protagonista, Alice, è una ragazzina con un potere speciale: vede i sogni delle persone che le dormono accanto. Questo potere non è così bello come potrebbe sembrare, perché immagini del passato la tormentano, qualcosa che non riesce ad afferrare ma che la angoscia nel profondo. A scuola è bullizzata e la notte non riposa… Ma è solo quando i suo migliore amico Jamie cade in coma dopo un incidente, che Alice decide di affrontare i suoi demoni ed entrare nei sogni di Jamie per riportarlo indietro.
Questa graphic attinge al tema del sogno, del sonno, dell’inconscio, andando a porre luce su quelle che sono per eccellenza le nostre zone d’ombra più oscure e segrete. Come nella migliore tradizione freudiana, i traumi passati tornano, è proprio il caso di dire, a galla. Le colpe dei padri (o delle madri) ricadono sui figli, che lottano per conquistare il proprio diritto ad una vita felice, costruendosi la propria strada e virando il corso del destino con la forza del proprio agire nel presente.
La figura adulta, nel fumetto, spazia tra fragilità e meschinità che si oppone a potenti personaggi che sostengono l’adolescente nella sua crescita e, cosa ancor più necessaria, lo ascoltano e gli danno fiducia. Non è solo il testimone negativo che viene passato a questi ragazzi.
Un importante messaggio viene lasciato loro in eredità: Con i giusti strumenti si può arrivare ovunque. Come Orfeo ed Euridice si può risalire dal mondo delle ombre fino alla luce, che i colori di Giulia ci aiutano a vedere, esplodendo sul finale come un raggio di sole in pieno viso.

Sara
Momo (Ravenna)

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20 maggio 2020

GHERD. LA RAGAZZA DELLA NEBBIA

Gherd è una bambina, in un mondo complesso.
Il suo popolo, i Kunya, vive in piccolo villaggio circondato dalla nebbia inflitta, in un tempo antico, dal dio Kemono. I Kunya, detti anche clan degli “ammazzabestie”, sono spesso assediati da creature feroci. Proprio per mano di una di queste Gherd perderà i suoi genitori. Decisa a vendicarsi intraprenderà un viaggio che la porterà a conoscere la complessità del bene e del male.
Grazie a Atheis, monaco Molkhog, che sarà prima una guida, poi un amico prezioso, Gherd scoprirà la storia del suo popolo, quella dei Molkhog e la maledizione del dio Kemono. Scoprirà anche che Bya, sua madre, oltre al piccolo Puc (un gufetto speciale), in eredità, le ha lasciato un diario. La madre, credeva in un futuro diverso, fatto di pace fra i popoli in armonia con la natura e gli animali.
Un viaggio lungo quindi, oltre la nebbia, oltre i confini del suo villaggio, fin dentro sé stessa. Diretta a Dasha, capitale Molkhog, alla ricerca di verità e risposte Gherd scoprirà un nuovo mondo, di cui non conosceva niente, la consapevolezza le donerà maturità, la fiducia le donerà l’amicizia, la scoperta delle sue origini le donerà un’identità.
La storia è un crescendo di azione, Gherd e Atheis si troveranno ad affrontare prove sempre più difficili fino ad arrivare allo scontro finale. Passaggi umoristici, e una rappresentazione alle volte buffa della nostra eroina la rendono umanamente vicina ad ognuno di noi.
La struttura del libro attinge a piene mani allo schema classico della fiaba, ma la sceneggiatura concisa ed efficace di Marco Rocchi e le illustrazioni dettagliate ma estremamente leggilibili di Francesca Carità rendono la storia appetibile e contemporanea. Si notano riferimenti al successo cinematografico Dragon Trainer sia nei custumi che nei modi di pensare dei Kunya, influenze Tolkieniane si trovano nei testi e nelle ambientazioni, a tratti Gherd profuma di Nausicaa della valle del vento, Kemono ricorda il “Dio Bestia” di La principessa Mononoke di Hayao Miyazaki, solo per citarne alcuni. Nonostante tutte queste suggestioni siano evidenti, Gherd la ragazza della nebbia ha una sua originalità, una sua struttura, un suo ritmo. Il finale sembra lasciar intravedere anche la possibilità di nuove avventure. Incrociamo le dita.

Marco Rocchi e Francesca Carità della scuderia Tunuè dopo Le due metà della luna e Gubuldin, episodio raccolto nel volume Stagioni. Quattro storie (e mezza) per Emergency, tornano con questa nuova storia, appena rieditato nella collana Tipitondipiù, la cui prima pubblicazione risale a marzo 2019.

Valentina
Olivia Libreria Bistrot

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11 maggio 2020

SWAN

In occasione di una delle passate Bologna Children’s Book Fair, in occasione della mostra di William Wilson, organizzata con la Giannino Stoppani abbiamo conosciuto Néjib quando ancora era solo grafico alla Gallimard Jeunesse – Giboulées. Bisogna sempre specificare quando si tratta di Giboulées, la sezione della storica casa editrice francese, la costola più creativa che lavora quasi esclusivamente su progetti propri, che mette in campo illustratori come Ronan Badel, Robin, Charles Dutertre, Antoon Krings o la nostra Vittoria Facchini (della quale hanno da poco tradotto “Fu Stella” di Lapis) e autori come Vincent Cuvellier o Alex Cousseau.
L’artista, nato a Tunisi, ha pubblicato un primo albo per bambini nel 2010 e poi è passato ai fumetti per grandi. Il suo primo comics vece protagonista David Bowie.
Nel 2017, “Super Mundi” (uscito in Italia per Coconino) è segnalato tra i dieci libri della selezione ufficiale di Angoulême. Ora con “Swan. Il bevitore di assenzio” (in Francia vi è già il secondo tomo: “Le chanteur espagnol”) siamo catapultati nei salotti bene (ma anche nei bassifondi) della Parigi del 1859. Nella ville lumière squarciata dai lavori di ricostruzioni guidati dal barone Haussmann. Nella città dove l’Accademia ha ancora il suo potere in campo artistico, ma alcuni esponenti di quello che verrà poi definito Impressionismo stanno facendo capolino (Manet, Degas, Pissarro).
Protagonista della storia è però Swan, un’americana che con il fratello si ritrova ospite in casa Degas. Mentre il fratello Scotty, aspira a diventare pittore seguendo le vie tradizionali, la sorella di nascosto nutre il sogno di entrare nell’atelier del maestro Thomas Couture.
L’ambiente maschilista e machista non impedirà alla giovane di provare fino alla scelta finale (finale del primo tomo!)… che ovviamente non vi sveleremo.
Un ricostruzione storica strepitosa e una serie di ritratti magnifici: difficilmente il personaggio di Swan potrete dimenticarlo.

David
Pel di carota

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2 maggio 2020

IL DIARIO DEL GATTO KILLER

Tutto inizia con una delle migliori autrici inglesi contemporanee: Anne Fine, che dà alle stampe nel 1994 “The Diary of a Killer Cat”. Il romanzo viene tradotto in Italia nel 2013, seguiti dai sette volumi successivi, da Sonda.
La storia continua in Francia, grazie alla fumettista Véronique Deiss, illustratrice umoristica per adulti e bambini. Per la giovane casa editrice Rue de Sèvres, costola de L’école des loisirs che da qualche anno ci regala adattamenti comics di grandi romanzi per ragazzi (vedi “Calpurnia”, “Miss Charity”, “Verde”, quest’ultimo tradotto da Mondadori) contemporanei e classici, Deiss prende in mano il gatto dell’inglese e ne ricostruisce le storie.
L’umorismo della Fine si riversa completamente nelle chine e negli acquerelli dell’artista di Strasburgo, che giorno dopo giorno, in un diario che lo stesso animale ci confida, segue le burlesche avventure di Tuffy, il felino incapace di resistere ai suoi istinti.
Amato e rimproverato da Ellie e la sua famiglia, Tuffy, incompreso, viene accusato, dopo svariati precedenti delinquenziali, della morte del coniglietto dei vicini.
In Francia sono già quattro le avventure del gatto killer, da noi, il primo volume è uscito l’estate scorsa, tradotto da Paola Costanzo sempre per la casa editrice milanese.
Un fumetto per i più piccoli che non può mancare nella biblioteca dei comics di bambini che vogliono ridere, ridere e ridere…
David
Pel di carota (Padova)

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27 aprile 2020

DIANA SOTTOSOPRA

Questo fumetto, curatissimo per sceneggiatura e illustrazioni, pullula di riferimenti letterari. Posso essere colti o meno dai piccoli lettori. La cosa importante è che lo fanno funzionare alla perfezione, come un meccanismo ben oliato e dotato della grande semplicità di chi è maestro nel togliere, anziché nell’aggiungere.
Lo diceva Munari che il difficile non è aggiungere ma togliere. Che “semplice” non significa “semplicistico”.
Diana Sottosopra (di Kalina Muhova, edito da Canicola) è un capolavoro di semplicità ed equilibrio, non c’è una parola di troppo e una di meno. Diana è Gulliver, è Alice nel paese delle meraviglie, è naufraga come Robinson Crusoe.
Il suo viaggio straordinario nel mondo del Piccolo Popolo, di quell’invisibile agli occhi che solo uno sguardo bambino può cogliere, ci racconta una storia di ecologia e di rispetto per la Terra e i suoi abitanti.
Il fumetto ci svela, senza moralismo e con grandissima freschezza, come le nuove generazioni hanno in mano il futuro del nostro pianeta, di come gli sia stata affidata una grande missione: quella di salvare l’umanità e tutti gli esseri viventi che con essa condividono l’aria, la terra, il cielo e l’acqua…Tornando dalla missione ovviamente sempre in tempo per la merenda!
Diana è un’eroina in calzoni corti e canottiera, spettinata e selvatica che alla fine saprà ripristinare gli equilibri, con la saggezza innata che ogni piccolo umano porta dentro di sé.
Sara (Momo, Ravenna)

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25 aprile 2020

LES ENFANTS DE LA RÉSISTANCE


Vi prego di riconsiderare la vostra decisione. Proprio il vostro paese non deve mancare nel tentativo di dare ai bambini tedeschi una nuova opportunità. Non dovrebbe essere soprattutto nel vostro interesse di contribuire a formare una generazione di giovani tedeschi capace di garantire che non dobbiate più temere una terza invasione?(*)

Rispondeva così Jella Lepman al Belgio, che si era rifiutato di mandare i suoi migliori libri illustrati, richiesti per la “Mostra Internazionale di libri per ragazzi” che fu inaugurata nel 1946 nella Germania appena uscita dalla guerra.
Ricevuta questa lettera, anche il governo belga spedì la sua produzione editoriale, che a detta di Lepman, fu la migliore.

Chissà perché l’organizzatrice (fondatrice, in seguito, della Jugendbibliothek e di IBBY), per quella gloriosa idea, non fece cenno ai fumetti? Libri, forse ancor più della letteratura illustrata, più fruibile a tutti i lettori (piccoli grandi), anche se da leggere in una lingua sconosciuta.
E il Belgio, patria della nona arte, ne avrebbe potuti mandare molti e di ottima fattura: della scuola di Bruxelles o di quella di Marcinelle.
Les enfants de la Résistance, edito da Le Lombard, proviene sicuramente dalla scuola più realistica della capitale belga, è un progetto che conta oggi ben sei titoli.
In odore di anniversari, l’avventura dello sceneggiatore Vincent Dugomier e del fumettista Benoît Ers, inizia nel 2018, con il primo volume “Premières actions”. E da subito i due autori riescono a raccontare la Storia, con la S maiuscola, attraverso le vicende di tre adolescenti.
Siamo nella Zona Libera, in un paesino della Francia del Sud: dopo il 25 giugno, conclusasi la guerra sul fronte occidentale, il paese viene diviso in due.
Eusèbe e François, la voce narrante, insieme alla belga Lise, rimasta sola dopo la scomparsa dei genitori, con i quali era in fuga verso la Spagna, decidono di sabotare gli occupanti. La grande Storia corre parallela a quella dei vari abitanti del villaggio: il maestro di scuola, il sindaco, il guardiano delle chiuse dei canali, il commerciante (parigino)…
La prima avventura ci fa subito entrare nel vivo della battaglia, della Resistenza.
David Tolin
Pel di carota

(*) Un ponte di libri, Jella Lepman, trad. Anna Petrucco Becchi, Sinnos, 2018

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20 aprile 2020

PER SEMPRE

“Ma poi cos’è questo amore di cui tutti parlano?”

Questo non è propriamente un fumetto sull’amore, anche se il tema è presente in ogni riga, come un leggero profumo di sottofondo.
C’è Viola, adolescente in vacanza al mare alle prese con la cotta per il ragazzo sbagliato, c’è il rapporto di coppia tra i suoi genitori, in un’altra fase della loro vita, c’è la relazione tra due turiste mature e un po’ hippy che insegneranno a Viola tanto sull’amore,c’è l’amica che, dietro ai suoi riccioli biondi e alla sua perfezione, nasconde un segreto oscuro.
E poi c’è Ireneo. Un coetaneo di Viola, un ragazzo dell’isola, schivo e misterioso, che la porterà, nelle ore più afose del pomeriggio, mentre tutti dormono, a scoprire luoghi, paesaggi ed esperienze che le permetteranno di trovare le risposte ai quesiti su cui s’interroga.
Gelosia, accettazione del proprio corpo e presa di coscienza di sé, la coppia e la relazione con l’altro sesso, il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo… sono tutti i grandi temi contenuti in questo fumetto delicato e intenso.
L’amore non è quasi mai nominato, sbandierato o gridato. Piuttosto è qualcosa che si percepisce nei gesti, in uno sguardo, nelle dimostrazioni di cura, nel lasciare l’altro libero, senza creare gabbie, l’amore sta nel rispetto di un confine, nel preoccuparsi per, nella cura di.
Tutto questo mondo di non detto è splendidamente raccontato dalle illustrani, che danno il meglio nella rappresentazione della figura umana, con i suoi movimenti, le espressioni dei volti, un rossore, un sopracciglio inarcato, la postura di un corpo. Le inquadrature sono ottime, quasi cinematografiche.
Il titolo del libro “Per sempre”, non si riferisce ad un sentimento, non è una frase slogan di quelle che gli adolescenti scrivono sui muri. “Per sempre” sono invece quei momenti della vita che non si dimenticano mai, perché formano la nostra identità, perché incidono una traccia nel nostro mondo interno. “Per sempre” per Viola sarà il ricordo di quell’estate, di quelle persone, di quel bagaglio di insegnamenti col quale ritornerà cresciuta.
“Per sempre”, di Assia Petricelli, illustrato da Sergio Riccardi, edito da Tunué

Sara
Momo (Ravenna)

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17 aprile 2020

IL PRINCIPE E LA SARTA

Ed ecco il terzo contributo in attesa dell’annuncio del vincitore del Nostro Orbil Balloon. Dalla Bao Publishing, Caterina Marietti e Michele Foschini ci raccontato di come hanno scoperto il comics dell’artista americana di origine asiatica, Jen Wang, della quale speriamo presto di vedere in Italia anche il suo primo lavoro: Koko Be Good.

Erano anni che volevamo pubblicare un libro di Jen Wang e aspettavamo quello giusto. De Il principe e la sarta ci siamo innamorati prima ancora di vederlo stampato, ma ben prima che uscisse in Italia siamo stati in una grande libreria indipendente americana, e abbiamo visto che era segnalato tra le raccomandazioni di diversi reparti, una cosa strana, soprattutto per un libro a fumetti, che spesso è ignorato, per esempio, dal reparto narrativa. Ci siamo detti: “Questo libro è davvero speciale” e il successo che ha riscosso anche in Italia ci ha dimostrato che il cuore e l’anima della storia di Jen parlano una lingua universale.

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16 aprile 2020

LORIS DE MARCO

Oggi un ringraziamento speciale a Loris De Marco che ha disegnato il logo di KIDS COMICS per il nostro sito
Classe 1988, Loris è il disegnatore della storia La banda del pallone, in coppia con Nebbioso, pubblicata da Tunué, in uscita in questi giorni in libreria. Potreste prenotarlo dal vostro libraio di fiducia e regalare un’ora lieta a tutti i Kids confinati in casa!
Cogliamo anche l’occasione per ringraziare Emanuele Di Giorgi, managing directer di Tunué. Senza di lui il nostro sogno di un Festival di fumetto (diffuso) non sarebbe diventato realtà!
…A suivre

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16 aprile 2020

MARGHERITA E MARGHERITA

Da Il Castoro, per il bellissimo fumetto nato nel 2009 in casa Gallimard Jeunesse – Giboulées di Colline Faure-Poirée, ci scrivono invece questo pezzo:

L’incontro con questo splendido libro risale a molti anni fa, circa una decina ormai. Ne siamo stati subito conquistati ma ancora non pubblicavamo graphic novel, quindi la sua pubblicazione è rimasta in sospeso per timore di non poter dare – in quel momento – la giusta e adeguata collocazione all’interno del nostro catalogo.

Margherita e Margherita ci ha conquistato da subito per la storia bellissima che appassiona alla Storia, a un intero secolo di Storia, per il divertimento del gioco di scambi nel quale le lettrici si possono facilmente immedesimare, per il formato originale e per le illustrazioni di Robin che si adattano perfettamente a un arco temporale così ampio.
Quando, dopo molti anni, Margherita e Margherita ci è stato ripresentato abbinato a un progetto di traduzione entusiasmante, realizzata dagli studenti della sezione Internazionale di francese Esebac del Liceo Galvani di Bologna, ogni riserva si è sciolta.
Era finalmente venuto il momento di portare in Italia Margherita e Margherita. Ed eccolo qui!

 

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15 aprile 2020

HAIKU SIBERIANI

Abbiamo chiesto agli editori dei libri candidati nella sezione Balloon del nostro ORBIL di parlarci del loro libro.
Qui la risposta dei Giovanna Zoboli, di Topipittori, editori dello splendido fumetto “Haiku siberiani”

Se dovessimo sintetizzare il senso di questo bellissimo graphic novel, Haiku siberiani, che abbiamo avuto l’onore di pubblicare in Italia (che è entrato nella terzina finalista della sezione Balloon del premio Orbil, dell’Associazione delle Librerie Indipendenti per Ragazzi), forse useremmo questi tre versi che si trovano all’interno della storia. Appartengono a uno degli haiku che, una dei protagonisti della storia, zia Petronilla, insieme ai suoi nipoti, getta nel campo di concentramento dei militari giapponesi, loro vicini di prigionia. Sono del poeta giapponese Biwao Kawahara e recitano:
Buio profondo
Acchiappo le lucciole
Dentro me stesso
Opera prima di Jurga Vilė e Lina Itagaki, Haiku siberiani racconta, attraverso gli occhi di un bambino, Algis, le deportazioni sovietiche dei Lituani in Siberia. Si tratta di una vicenda vera, narrata dalla figlia di Algis, Jurga, sulla base delle memorie paterne: la storia del padre, da bambino deportato in Siberia insieme ad altri abitanti del suo villaggio, puniti per non aveva festeggiato l’arrivo dei sovietici, nel 1940. Il risultato è una storia potentissima e toccante, che intreccia Storia, storie, infanzia, poesia, ricordo, e mette in piena luce la straordinaria capacità di resistenza e di coraggio dei bambini in situazioni estreme. Il fumetto ha vinto nel 2018 il premio come migliore libro per ragazzi in Lituania ed è stato candidato ad Angouleme per il 2020 tra i migliori fumetti per giovani adulti.

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13 aprile 2020

LA BD IN FRANCIA

Sappiamo tutti che la Francia è il paese della BD. Ecco come la storica rivista di letteratura per l’infanzia, La revue des livres pour enfants, presenta nel numero 5 di ottobre 2019 gli autori che scrivono storie e le disegnano anche per i ragazzi.
Le sedici interessanti interviste sono per noi preziose per accrescere la nostra conoscenza del fumetto per prepararci al lancio di una formazione nazionale a cui potranno accedere insegnanti di ogni parte d’Italia. Ora che usiamo tutti Google Meet possiamo andare avanti senza spostarci, con maggiore risparmio di tempo e di denaro.
Avremo quindi più tempo per studiare.
Obiettivo: portare Ariol (in Italia edito da BeccoGiallo) a tutti i bambini. Condividere i saperi, le letture, come gesto di solidarietà. La povertà educativa si combatte con il cuore e con l’intelligenza.
E il fumetto è uno strumento straordinario. Gli insegnanti che hanno cuore saranno i nostri compagni di strada.
Il nostro sogno è di diventare un po’ più francesi e vedere i fumetti dei ragazzi concorrere al nostro KIDS COMICS.

la redazione
ALIR

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6 aprile 2020

NEWS DAI FUMETTI

Negli ultimi anni la proposta editoriale di fumetti nel mercato italiano si è andata arricchendo e noi lìbraie e librai abbiamo seguito con interesse questa crescita, istituendo già nel 2013 una sezione speciale del Premio Orbil. Questo 2020 avrebbe dovuto essere un anno di BOOM! Gli scaffali delle nostre librerie si arricchiscono di titoli vecchi e nuovi, alcuni entrano nelle nostre liste di lettura e sempre più spesso capita di ragionare insieme. C’è chi è appassionato del genere, chi lo frequenta con assiduità, chi non ancora massicciamente…
Ci è anche capitato di andare ad Angoulême, e proprio là, dialogando anche con gli editori italiani a cui va tutto il nostro appoggio, chiacchierando e bevendo insieme ha preso forma, fra una birra e l’altra, l’idea alla quale pensavamo da tempo. Trovare un modo per metterci in rete e promuovere azioni PROFUMETTO (con Tuono Pettinato, qualche anno fa avevamo pensato al logo, una bottiglietta di profumo spray anni ’50).
Ora il nostro logo è chiaro e semplice e la nostra iniziativa si chiama semplicemente KIDS COMICS. Di che cosa si tratta? In primo luogo è un impegno di lavoro che comporta leggere tutti i fumetti, poi scambiare idee, e infine organizzare un FESTIVAL DIFFUSO, con nessuna programmazione di una data annuale, ma un fitto calendario ALL YEAR LONG!
E questo è tutto. I referenti sono Sara Panzavolta (Ravenna), David Tolin (Padova), Grazia Gotti (Bologna) e la nostra super segretaria Petra Paoli (Grosseto).
Per info scrivere a librerieindipendentiragazzi@gmail.com

Prossima puntata: PREMIO ORBIL BALOON|
Coming soon (che fa anche rima)

la redazione
ALIR

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IRENE PENAZZI
Dans le jardin (Maison Eliza, 2018) è un libro lieve, delicato, capace di straordinaria normalità. Un libro senza parole che racconta di un giardino, dei tre bambini che lo abitano, di un gatto, di un pallone rosso e del passaggio delle stagioni. Alberi diversi, esempio di una piccola antologia arborea riconoscibile, diventano rifugio, luogo di scoperta, casa per gli uccelli, dispensa, e molto altro. Un giardino da vivere e da osservare, da leggere nella ricchezza di immagini che lo popolano.
Un segno pulito, chiaro, capace di immediata empatia con il lettore, un libro nato per condividere un’esperienza di vita.
Irene Penazzi è nata a Lugo, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Bologna, ha vissuto una importante esperienza formativa all’HAW di Amburgo.
L’ho conosciuta alla libreria Giannino Stoppani durante un tirocinio. Lettrice appassionata, particolarmente attenta al visivo, Irene racconta così la nascita di questo libro: “ Il libro nasce dalla voglia di raccontare un pezzetto della mia infanzia, legata in modo particolare al mio giardino. Questo giardino è quello della casa dove abito da quando sono nata, e che ancora adesso ogni giorno osservo dalla finestra. Teatro di giochi, esplorazioni, laboratorio per le più diverse attività, campo di battaglia e circuito, casa e rifugio di moltissimi animali e uccelli, è un mondo sempre vivo nella mia immaginazione e memoria che ho voluto rappresentare sotto forma di albo senza parole. Il progetto è nato e si è evoluto come tesi biennale nei miei studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove, nel 2015, mi sono laureata in Illustrazione per l’editoria. Con l’aiuto di Davide Calì, e la mediazione dell’agenzia inglese Book on a Tree (BOT) di cui fa parte, ho potuto conoscere e apprezzare la casa editrice francese Maison Eliza, giovane impresa editoriale che mi ha colpito per la qualità, la sostenibilità e la cura dei particolari.
Grazie a questo incontro ho consolidato il progetto iniziale del libro in una forma grafica più matura, con un’attenzione particolare allo studio dei personaggi. Mi sento soddisfatta del risultato finale sostenuto anche da una stampa lodevole e dalla giusta scelta della copertina cartonata”
Silvana Sola, Giannino Stoppani

MIZUHO FUJISAWA
Un’illustratrice giapponese alla sua prima pubblicazione italiana: Il mio quaderno steineriano, edito da L’Ippocampo.
Una palette delicata, un segno sinuoso e morbido, delle immagini infantili tenere e gioiose, Fujisawa ricorda una certa illustrazione anni’70, qualche Père Castor dell’epoca, il nostro Ugo Fontana, nella tonalità usate e nella resa cromatica.
Nel testo operativo legato alle teorie educative dell’austriaco Rudolfh Steiner, l’immagine dell’artista giapponese racconta l’infanzia, la natura, i giochi ma anche le varie attività di creazione di pupazzi, decorazioni, piccole sculture naturali…
L’illustratrice redidente a Strasburgo, lavora per la stampa scolastica e per piccole case editrici come Quiquandquoi, Le Sablier o per Nathan, per la quale è uscito il quaderno steineriano.
Questo il link di Mizuho Fujisawa.

LUCA TAGLIAFICO
tagliafico_animaliaUscito dall’ISIA di Urbino, amante dell’illustrazione anni ’60 (Miroslav Sasek, solo per citarne uno!), il giovanissimo illustratore genovese si è subito fatto notare da Einaudi Ragazzi. Per la casa editrice diretta da Orietta Fatucci, insieme ad altri compagni dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, ha dato vita alle immagini dei racconti di due pubblicazioni collettive: Dalla terra alla tavola (2015) e Animalia (2016).
Per la piccola casa editrice bolognese Ante Quem,  che si occupa di storia e archeologia, sta illustrando (“Sotto il sole di Ercolano” è il terzo titolo) la collana “I cercaStoria”.
Ancora in forma di progetto il tunnel-book, una specie di pop-up (altra passione di Luca), ma andate nella sua pagina facebook per scoprire esattamente di cosa si tratta!
Dimenticavamo, da buon ligure, ama illustrare le vele!
Qui di lato l’immagine tratta da Animalia, da uno dei racconto di Jules Renard, di Storie Naturali.
La redazione
ALIR

 

MARINA GIRARDI

Schermata 2015-09-16 alle 15.06.01Capriole di Marina Girardi, edito da Topipittori, è un bel diario di viaggio e di crescita. La prima pagina, scritta in dialetto veneto con relativa traduzione, riporta un dialogo tra la piccola protagonista e sua nonna: immaginazione, ricordi e realtà si mescolano immediatamente con un tratto che fa capriole in un felice connubio di segno e parola.
Il tratto sembra quasi infantile, ma non lo è per nulla.
I colori utilizzati seguono un percorso che è sia di crescita interiore che di passaggio tra le varie esperienze che verranno raccontate.
Una graphic novel fresca e scanzonata dove un’alce conosciuta durante una vacanza sarà, poi, sempre disponibile per una rassicurante chiacchierata.
Erica Bortoloso

 

JEAN-CLUDE FLOC’H

Floc'h, La vita bella, Emme edizione

Floc’h, La vita bella, Emme edizione

Finalmente sono arrivate anche in Italia, grazie alla Emme edizioni, le storie illustrate per bambini di Jean-Claude Floc’h.
In verità era già stato tradotto Una trilogia inglese, un suo fumetto realizzato insieme con François Rivière, ma ancora nessuno dei suoi albi per bambini.
L’utilizzo spettacolare della ligne claire connota tutti i lavori di quest’artista; si tratta di una tecnica della scuola belga del fumetto, maestro assoluto ne è stato Hergé, il padre di Tintin.
Floc’h all’inizio della sua carriera ha lavorato molto sia per il cinema, realizzando manifesti di promozione di alcuni film, che per la pubblicità. La frequentazione di questi linguaggi gli ha sicuramente fornito quella sintesi formidabile tra segno e parola che ritroviamo in quest’albo.
La vita bella è un libro di desideri realizzati su carta, di possibilità concesse dalla fantasia, che tutto permette.
Protagonisti assoluti della pagina sono soltanto un papà, sua figlia e il piacere che può dare desiderare e fare insieme delle cose possibili e impossibili.
Chissà se questo libro di Floc’h, come gli altri due che speriamo siano tradotti presto, potrà superare la censura del doge.
A volte accade che la vita bella non sia una prerogativa da cui è possibile escludere quanti non corrispondono alle nostre convinzioni.
Agata Diakoviez

CLAUDIA PALMARUCCI
Schermata 2015-05-09 alle 19.25.23I musicanti di Brema, la fiaba dei fratelli Grimm, illustrata da Claudia Palmarucci, nella bellissima traduzione di Anita Raja per Orecchio Acerbo, è uno di quei libri in cui la plasticità delle immagini è talmente riuscita che sembra di sentire le voce dei quattro coraggiosi animali.
In tempo di crisi economica e di valori, le bestie sanno rimettersi in marcia, condividendo il cammino e l’idea di qualcosa da realizzare insieme.
Ben azzeccato il rifacimento del quarto stato animalesco e della tavola imbandita attorniata da lupi famelici.
Alla libreria Cuccumeo di Firenze è in corso in questi giorni la mostra Le Double, dedicata al lavoro di Claudia Palmarucci, che vi consiglio di visitare.
Agata Diakoviez

IO DISEGNO
Schermata 2015-04-07 alle 15.36.21
[…] Vedi storie dappertutto?
Non posso farne a meno.

È questo il botta e risposta tra un padre e sua figlia; la figlia in questione è Pia Valentinis, il suo sguardo l’aiuterà a diventare una tra le più brave illustratrici italiane.
Il dialogo, da cui sono tratte le due battute, è parte della graphic novel Ferriera, un lavoro letterario e artistico dedicato alla famiglia e alla dignità del lavoro, di grandissimo livello, ma ne parleremo presto e più approfonditamente.
Qui, invece, quel che si vuol mostrare è il lavoro di scavo, attento e paziente, di Stefania Camilli, editrice romana, che riesce sempre a centrare perfettamente il bersaglio con le sue proposte curate e pensate.
IO DISEGNO, Vanvere edizioni, presentato a Bologna all’ultima Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi, è l’ultimo nato.
Il formato e la copertina dell’albo lasciano molto spazio all’immaginazione, come ogni album da disegno.
La carrellata di artisti è l’incipit ad un testo che può continuare all’infinito.
C’è solo un foglio bianco per aggiungere la propria opera d’arte, ma è risaputo che ogni album da disegno che si rispetti diventa presto o tardi una cartellina imbottita, con prove, e copie di quel che avremmo voluto disegnare noi per primi e poi tanti bei scarabocchi che aspettano pazientemente di esser ripescati.
Quel che conta è provarci, iniziare e disegnare, così come raccontano Vanna Vinci, Simone Rea, Franco Matticchio e tutti gli altri, perché se si vedono storie dappertutto non resta che far la punta alle matite.
I colori diventeranno poesia, come quella con cui Chiara Carrer, ci confida e consegna il suo mondo segreto fatto di corse sulla punta della dita.
[…] Disegnavo e correvo
arrampicavo e disegnavo
disegnavo e nuotavo
i linguaggi del corpo e dell’immaginazione
sono stati e sono il mio modo di avvicinare e conoscere il mondo
passioni necessarie per vivere.

Agata Diakoviez

GUSTAVO DORME
LemantGustaveDort É un bell’omaggio a Gustave Dorè quello che l’Atelier du Poisson Soluble, in collaborazione con il Museo d’Orsay, propone con il suo albo Gustave dort.
L’autore e illustratore Albert Lemant, è nato a Parigi nel 1953 e come il grande incisore alsaziano, fin da piccolo si diverte con matite e colori. Nei suoi ultimi lavori, tutti editi dalla casa editrice alverniate, si è dedicato particolarmente a temi orrorifici e personaggi come alieni, cerberi e zombi. In quest’ultima sua fatica il protagonista è un bambino, Gustavo, appassionato di disegno, con poca voglia di andar a scuola e che a letto di notte sogna mille battaglie, viaggi e avventure.
I suoi incontri onirici sono tra i più rocamboleschi. I personaggi fuoriescono dalla letteratura e dalla fiaba (quella illustrata da Doré nella seconda metà del XIX secolo). Ci sono Don Chisciotte e il Barone di Münchhausen, ci sono il Gatto con gli stivali e all’orco di Pollicino con le rispettive figlie. Tra le comparse, anche il dodo e il Cappellaio Matto (presenze d’obbligo visto che Gustave giunge a Londra) e i più moderni Tre Briganti, o i mostri del grande Sendak.
Nelle pagine in bianco e nero, costruite al tratteggio, unico colore, il verde, quello di una gallinella che fedele segue per tutto il libro Gustave. Si racconta infatti che il piccolo Doré, munito di colore ma non di supporti da dipingere, un giorno ricoprì interamente di verde veronese un povero pennuto che passava di là.
David Tolin
Pel di Carota

FUORI PISTA
HorsPistesUn nuovo albo: Hors-pistes. Un’autrice con una lunga carriera nell’edizione (lavorò, tra l’altro, per Pierre Marchand): Maylis de Kerangal. Un giovane illustratore, alla seconda pubblicazione: Tom Haugomat. Un editore curioso e che sa “rischiare”: Thierry Magnier. Una collana alternativa: Les Décadrés.
Con questo illustrato, fatto solo di due colori, magenta e ciano, sovrapposti in varie combinazioni, su fondo bianco, l’illustratore è riuscito a dare vita ad un’avventura sulla neve che vede protagonisti un decenne ed uno zio misterioso. Sottolineo l’importanza dell’illustratore perché, per tornare al concetto di collana alternativa e spiegarne la sua “diversità”, è proprio a partire dalle immagini che la storia è nata. Sono i paesaggi montani, le funivie e i torrenti invernali che hanno guidato la penna della scrittrice: una storia forte, un’avventura dalle tinte drammatiche, un viaggio dentro un’infanzia da “scalare”.

David
Pel di Carota

L’ISOLA DI MOSTRILIA

Schermata 2014-10-18 alle 17.14.15È tornata L’isola di Mostrilia di Yvan Pommaux, autore e illustratore francese i cui libri sono pubblicati in Italia da Babalibri.
Le illustrazioni di Yvan Pommaux, colorate da Nicole Pommaux, così dettagliate e cinetiche rendono perfettamente le atmosfere avventurose di tutti i suoi capolavori.
Mentre Anna e Andrea sono sbarcati sull’isola di Mostrilia, arriva la pioggia che cade prima a goccioloni e poi si infittisce, il tratto grafico è quasi sonoro, e poi disegnare la pioggia in quel modo è un gesto che può riuscire solo ai grandi maestri.
Lo scorso mese Yvan Pommaux è stato ospite della libreria Il castello di carta di Vignola, in quell’occasione Giulia Vellani, dell’ufficio Stampa CSI Modena, gli ha fatto una breve intervista (tradotta da David Tolin) che potrete leggere di seguito, mentre cliccando qui potrete ascoltare Pommaux parlare del suo lavoro.

Agata Diakoviez

Tra gli autori stranieri della quarta edizione del Festival Passa la parola, c’è Yvan Pommaux, tra i più importanti e premiati autori francesi della letteratura per ragazzi e per fumetti.
Nato a Vichy il 13 settembre 1946, in Italia è pubblicato dall’editore Babalibri. Molte delle sue storie utilizzano i codici dei fumetti, ama scrivere e illustrare soprattutto storie avventurose dedicate ai miti e alla storia.
L’abbiamo incontrato per una breve chiacchierata:
Yvan, a quale progetto sta lavorando?
“Sono in attesa dell’uscita del mio ultimo libro “Nous, notre Histoire” (Noi, la nostra Storia: ndt.), la storia non dei grandi personaggi ma la storia dei popoli, di tutti i popoli del mondo, poiché viviamo in un’epoca nella quale i mezzi di comunicazione e gli spostamenti fanno del mondo un villaggio, ma ogni paese continua a studiare principalmente la propria Storia, senza veramente situarla nella Storia globale del mondo e interessandosi molto poco alla Storia degli altri.
Anche se siamo in piena mondializzazione, e assistiamo a vasti movimenti e “miscugli” (melting pop – amalgame) di diverse popolazioni, le tensioni identitarie non sono forse mai state così forti, e il razzismo perdura”.

Che cosa presenterai al Festival Passa la parola?
“Porterò con me alcuni esempi del mio lavoro di illustratore, disegni originali, schizzi preparatori, e un po’ di materiale per disegnare, ma la maggior parte dell’incontro sarà dettato dall’improvvisazione.
Nel mio percorso ho imparato che è necessaria una certa flessibilità, non si può arrivare con intenzioni troppo definite e preparate ma approfittare piuttosto delle situazioni, del momento e del luogo in cui ci si trova”.

Come promuovere la lettura nei giovani?
“…Io faccio libri, capita che spesso questi siano apprezzati dagli insegnanti, anche quelli di fiction che non hanno nessuna intenzione pedagogica vengono utilizzati all’interno delle scuole.
È stata una sorpresa per me scoprire che in Francia ci sono addirittura cinque scuole che portano il mio nome! Se oggi realizzo libri più “pedagogici” ed edificanti, pur con la stessa preoccupazione di catturare il lettore, con lo stesso modo di scrivere e di disegnare che utilizzo quando creo delle storie di fiction, è per meritare “a posteriori” l’onore di avere delle scuole a me dedicate.
Chi lavora alla promozione della lettura per i giovani credo abbia bisogno di più strumenti, e nella filiera che si opera per far leggere i ragazzi io – che sono un fabbricante di strumenti – provo a costruire dei buoni mezzi, con umiltà e coscienza. Attenzione, questo non significa che i miei libri siano conformisti e “benpensanti”. Se piacciono, meglio, altrimenti, pazienza”.
Intervista raccolta da Giulia Vellani (CSI Modena)

 

PRENDERE UNA LEPRE

Schermata 2014-08-23 alle 16.19.45Oggi è la giornata ideale per eseguire una delle succulente ricette raccolte in Prendere una lepre, ossia, nel manuale pratico per gli amanti degli animali veloci e di quelli lenti compilato da Biagio Bagini e pubblicato da Lavieri.
Ogni ricetta, finemente illustrata da Giuseppe Palumbo, eclettico artista italico, regalerà durante l’esecuzione soddisfazioni anche a quanti sono negati persino per bollire un uovo.
L’ideale, dicevamo, per questa giornata piovosa, di fine agosto, è la lepre in umido di cui Palumbo esegue alla perfezione il ritratto della ricetta, e qui possiamo dirlo, senza essere smentiti, l’immagine corrisponde a quel che vi ritroverete nei piatti.
Una raccolta divertente, che vi farà mescolare pensieri, e agitare la mascella dinanzi a pentole vuote e tonni sorpresi da rigatoni che finiscono, per una volta tanto, nel mare salato q.b..
Agata Diakoviez

Mare
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Si conclude con una bella lista di parole escluse e indignate il libro Mare , di Ricardo Henriques illustrato da André Letria, naturalmente come ogni lista che si rispetti anche questa è incompleta.
E allora il gioco, di questo attividario (libro di attività + abbecedario) libro edito in Italia da La nuova frontiera Junior, è fatto.
Ciascuno potrà allargare e arricchire di mille particolari, quanti ne contiene il mare, questo splendido lavoro che ha ricevuto quest’anno in occasione del BolognaRagazzi Award per la categoria non fiction una menzione speciale.
La scelta audace di utilizzare solo due colori dà alla pagina un respiro e insieme lo spazio necessario affinché il lettore possa realizzare con i colori dei suoi mari quell’attividario sollecitato.
Il nitore delle immagini esalta e completa il lavoro dei due autori che, pur nella diversità delle competenze, è stato svolto insieme come esplicitamente sottolineato nel colophon.
Un lavoro armonico ben fatto. Complimenti!
Di André Letria vi consiglio di cercare anche Se eu fosse um livro, Pato Lógico Edicões.
Agata Diakoviez

Gli occhiali da vista
Schermata 2014-06-28 a 17.42.39
Quella raccontata da Margarita Del Marzo è una tenera storia d’amore non corrisposto.
Il piccolo Carletto ha occhi solo per la grande Ines, e infatti non vede che lei.
Per scoprire il resto del mondo a Carletto servono occhiali veri.
Indossati degli occhiali da vista, tutti per lui, scoprirà quel piccolo particolare che non aveva mai notato.
Gli occhiali da vista, albo pubblicato in Italia dalla casa editrice La fragatina, è una storia deliziosa, le illustrazioni di Guridi segnano con garbo divertito la metamorfosi del piccolo Carletto che scoprirà il mondo e l’amore con un bel paio di occhiali.
Agata Diakoviez

Una storia è…

une histoire c est site14Pochi colori (verde, rosso e il nero del tratto di china), pochi segni, poche parole ma una vita intera raccontata in Une histoire c’est… di Fabrice Joly e Eloïse Bernier, edita dall’editore francese Atelier du Poisson Soluble, un editore nel cui catalogo si trovano spesso delle interessanti chicche!
Se amate Iela e Enzo Mari, la loro grafica, la loro semplicità ma allo stesso tempo la loro grande profondità, non potete farvi sfuggire questo albo, selezionato ed esposto tra le venti Opere Prime, nell’ultima Bologna Children’s Book Fair, nel Padiglione 33.
Un’attesa, un primo passo, un incontro, un volo, un viaggio, un riparo… e ci fermiamo qui per non svelare tutto quello che si può trovare in questo piccolo scrigno colmo di saggezza che mette in scena un palloncino e una teiera.
Andatelo a scoprire, ne vale la pena!

David Tolin
Pel di carota, libreria

 

Ianna Andréadis

Schermata 2014-05-10 alle 19.33.27La preistoria dell’arte coincide con quella degli uomini.
Era circa tremila anni fa quando degli uomini, addentrandosi in alcune cavità naturali, hanno lasciato i loro primi segni artistici,  tracce, linee, figure di  animali che avevano visto o ucciso.
Chissà magari qualcuno di loro era riuscito a mettersi in salvo da un attacco di cervi giganti o bisonti inferociti e raccontava così disegnando, ai compagni radunati in quelle grotte,  le fattezze delle belve dalle cui fauci era scampato.
Ianna Andréadis è un’artista che oltre ad aver studiato arte e pittura, ha studiato la presistoria frequantando un corso di arte e archeologia che l’ha portata a partecipare anche a campagne di scavo nel sud della Francia.
Il suo lavoro Un bestiario de la prehistoria, è stato pubblicato nel 2007 dalla casa editrice messicana Petra, e nel 2011 dalla spagnola Libros del Zorro Rojo.
Ianna Andréadis accompagna  il lettore alla scoperta delle pitture rupestri ritrovate nelle località francesi e spagnole a ridosso dei Pirenei, le sue immagini aiutano ad immaginare l’atmosfera in cui quei segni sono stati tracciati da quegli uomini, che a loro insaputa hanno inaugurato con tratti carichi di simbolismo, il bisogno che l’uomo ha da sempre di raccontarsi attraverso i segni.
Agata Diakoviez

 

Øyvind Torseter
Schermata 2014-02-03 alle 16.05.01Era il 2008 quando scoprimmo, grazie al BolognaRagazzi Award, il lavoro di Øyvind Torseter, illustratore e fumettista norvegese.
Il buco, libro ironico e divertente, pubblicato lo scorso autunno dalla casa editrice Orecchio Acerbo, ha finalmente permesso che il lavoro di Øyvind Torseter trovasse spazio negli scaffali italiani per poter essere conosciuto e amato anche da noi.
La storia del buco è quella della realtà che lo circonda, o forse, è anche la storia della realtà che circonda un buco che accompagna il protagonista.
Il tutto è raccontato attraverso le illustrazioni e l’utilizzo del colore, in cui è possibile riconoscere la maestria di chi sa l’esatta misura della luce.
Non ci sono molte parole, scivolate attraverso il buco, entrano ed escono se il lettore le vorrà.
Il libro Perché il cane ha il naso bagnato?, di cui vi mostriamo le immagini è appena uscito dai tipi di ElectaKids, e vede all’opera Øyvind Torseter su una storia scritta da Kenneth Steven, poeta e scrittore inglese.
La storia racconta di come il fedele quadrupede amico dell’uomo aiutò il pluricentenario Noé a salvare i passeggeri dell’arca dall’affondamento.
Come e cosa accade ve lo lasciamo scoprire leggendo e guardando il libro, dove le illustrazioni di Øyvind Torseter vi mostreranno un Noé contemporaneo, che sembra appena uscito da un concerto metal.
Compresa immediatamente l’urgenza dei fatti Noè passa ad avvertire tutte le bestie, incluse quelle stravaccate al Caffè, che l’arca è pronta, e che bisogna affrettarsi a preparare i bagagli se si vuol salvare la pelliccia.
Quello che possiamo dirvi con certezza è che vi divertirete con i libri di Øyvind Torseter, e che come sempre il Bologna Children’s Book Fair con i suoi premi ci mostra in anticipo gli illustratori che ci conquistano.
Queste le motivazioni che accompagnarono nel 2008 la premiazione di Avstikkere, Cappelen Damm AS – Oslo, Norvegia:
Il libro di Øyvind Torseter, Avstikkere, si presenta come un felice compendio delle proposte visive che meglio hanno caratterizzato la ricerca grafica e la dimensione illustrativa di questi anni. Attento agli esiti più raffinati della Comic Art, pronto ad accogliere le più vivaci sintesi della pittura del Terzo Millennio, colto e informato su tutto quanto si definisce via via nel mondo delle icone, l’autore ha saputo davvero fare un libro con tante allusioni, con echi, con infinite citazioni. Così Avstikkere può rivolgersi ad un pubblico giovanissimo, offrendo con lieta leggerezza il senso dell’evoluzione di una cultura, il frutto del coraggio innovativo e la dignità della sapienza.
Agata Diakoviez

Yellow Yellow

Schermata 2013-10-25 alle 15.21.14Di Mark Alan Stamaty, disegnatore e illustratore, sugli scaffali delle nostre librerie fino a qualche tempo fa era possibile trovare solo La bibliotecaria di Bassora, un fumetto in cui si racconta del coraggio con cui la direttrice della biblioteca di Bassora, aiutata dai suoi concittadini, mette in salvo dalla furia della guerra i libri di una tra le biblioteche più antiche del mondo.
Da qualche giorno, grazie alla casa editrice Orecchio Acerbo, abbiamo riavuto nelle nostre librerie Yellow Yellow, una storia di Frank Asch, con le illustrazioni di Mark Alan Stamaty un libro pubblicato in Italia nel 1971 dalla Emme Edizione, come riportato nel colophon.
A mio parere, Yellow Yellow è l’espressione perfetta dell’albo illustrato.
Così Steven Guarnaccia definisce quest’opera d’arte, in una splendida intervista a Mark Alan Stamaty, che potete leggere sulla rivista Hamelin 34 Sesso e altre bugie.
Italo Calvino scriveva che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire, ecco tra le pagine di Yellow Yellow quella lezione di Calvino si dispiega totalmente;  grazie a Orecchio Acerbo per averlo ristampato e a Steven Guarnaccia che ci ha permesso di conoscere quest’artista così da vicino.
Agata Diakoviez

N.14 (ottobre 2013)

DBD-02– Oltre l’albero… / Mandana Sadat, Artebambini, 2004
– Il giardino di Babai: due racconti persiani / Mandana Sadat, Jaca book, 2004
– L’altro Paolo / Mandana Sadat; traduzione di Paolo Cesari, Orecchio Acerbo, 2006
– Sera d’inverno / Jorge Lujan, Mandana Sadat, Bohem Press Italia, 2006
– Il mio leone / Mandana Sadat, Terre di mezzo, 2011
– Il libro dei regali straordinari / Nathalie Choux, Elisa Géhin, Mandana Sadat, Rémi Saillard, Giralangolo, 2011

Stavo iniziando il post credendo di trovarmi di fronte ad una produzione italiana carente di titoli dell’artista belga d’origine iraniana, Mandana Sadat.
Invece (sopra la bibliografia), credo che i lettori italiani non possano lamentarsi, ed io con loro, perché abbiamo a disposizione una serie di splenditi titoli di quest’illustratrice.
Mandana lavora costruendo le sue immagini prima su carta (utilizzando tecniche diverse: matite, tecniche miste, tempere e frottage…) e poi al computer per l’assemblemento delle svariate silhouette.
Ora in libreria è arrivata la seconda collaborazione con il poeta argentino Jorge Lujàn, sempre edita dalla Bohem: Nelle mie mani.
Un omaggio alla forza immaginifica dei bambini, che da un semplice gesto creano immagini e cose semplici e magiche allo stesso tempo: una noce di cocco, un lago, un pesce o una luna.
David
Pel di carota

N.13 (settembre 2013)

Anna Forlati, I libri di Maliq

Anna Forlati, I libri di Maliq

Abbiamo scoperto Anna Forlati con un albo dedicato ai libri, il suo segno e i suoi colori densi raccontano la storia del piccolo Maliq, scritta da Anna Predicatori.
Il cromatismo di alcune tavole cattura lo sguardo e invita ad avvicinarsi alla storia scrutando tutti gli oggetti.
I due crisantemi bianchi, posti in un vaso sul davanzale della finestra, paiono scansarsi come due fanciulle sorprese dalla libertà che si trova nei libri, che volano via tutti aperti, spalancati.
C’è una biglia che sembra osservare il piccolo Maliq che nutre i suoi sogni con le figure tridimensionali dei libri.
Nella tavola finale i libri sono chiusi, Maliq è in treno.
Si riparte sempre come scrive Anna Predicatori
perché i libri
sono case
sono strade
sono montagne
sono città

Nello spazio espositivo della libreria Giannino Stoppani di Bologna potrete ammirare le tavole originali de I libri di Maliq, Rizzoli editore, fino al 20 ottobre.

N. 12 (luglio 2013)
heidi1_975608_291270Tempo di ferie, tempo di riposo, tempo di mare… e di montagna, sempre un po’ adombrata dal suo rivale.
Per questa ragione per Figure Parlanti abbiamo scelto quest’immagine! Ancora un Tomi Ungerer, in un suo vecchio libro della svizzera Diogenes, giunto in Italia solo due anni fa per Donzelli.
L’alsaziano ha illustrato Heidi, il classico di Johanna Spyri, nel 1997. Il romanzo, che ha più di un secolo sulle spalle, è un inno alla natura, una celebrazione della vita all’aria aperta, della montagna. Con l’immagine di Ungerer vogliamo solo augurare una buona vacanza, rilassante, riposante, rinvigorente (solo per continuare con le R!) e piena di letture!
PS
Chi fosse interessato a visitare la montagna della piccola Heidi, del “vecchio dell’alpe” e di Peter, visiti il sito del piccolo comune di Hirzel e dello Spyri Museum.

N. 11 (maggio 2013)
Babette-Cole-If-I-were-youSe Roald Dahl non fosse incappato in Quentin Blake durante la sua carriera credo che l’ironia, l’audacia, il graffio e l’irriverenza di Babette Cole avrebbero potuto soddisfare l’esigenze del grande autore di Matilda, Gli sporcelli e La magica medicina.
Come lei stessa riconosce, grande influenza sulla propria carriera, la ebbero il pittore e illustratore John Tenniel, lo scrittore e illustratore Edward Lear e Quentin Blake, oltre che i suoi genitori: “Mio padre era un pittore conun favoloso senso dell’umorismo e mia madre sapeva mentire benissimo: suppongo di aver ereditato da loro le mie doti di artista e scrittrice.” (Wendy Osgerby, autore della voce: Bad Habits!, in 1001 libri da leggere prima di diventare grandi)
Personalmente l’ho ritrovata con piacere nelle mie ricerche per la mostra Famiglie che la Cooperativa Stoppani ha ideato e progettato sulle famiglie con due papà e due mamme. In Mummy Never Told Me, edito dalla Random House nel 2003, la Cole raccoglie tutte le domande che i bambini si fanno e a cui spesso gli adulti evitano di dare una risposta.

…Mamma non mi ha mai detto dove vanno a cercare i figli i genitori che non possono averne. O come si può odiare qualcuno e amarlo allo stesso tempo… Perchè alcune donne si innamorano di altre donne… e alcuni uomini d’altri uomini?…

L’autrice e illustratrice inglese, che negli anni ’90 era presente nei cataloghi di Emme edizioni, Mondadori e EL, oggi si trova negli scaffali delle librerie italiane solo grazie al bel albo Il Castoro, Se io fossi te, scritto da Richard Hamilton, in cui un papà e la sua bambina si scambiano idealmente i ruoli mostrandoci, tra momenti gioiosi e scene comiche, le fantasie e le responsabilità di piccoli e grandi.
E terminiamo con la solita domanda, ormai una persecuzione! Ma perchè in Italia non ci sono progetti editoriali che permettano di mantenere in catalogo titoli ormai imprescindibili nella storia dell’editoria mondiale?
David
Pel di carota (Padova)

N. 10 (marzo 2013)
May AngeliUna splendida anziana signora si cela dietro il nome di May Angeli. Nata nel 1937, dopo gli studi all’Ecole nationale supérieure des arts appliqués e in Italia ad Urbino all’Accademia di arti grafiche (dove tra il 1980 e il 1981, viene iniziata all’incisione), si è dedicata alla pittura su legno e alla costruzione di marionette. Molte sono le tecniche che l’artista utilizza nelle sue illustrazioni: dall’acquerello, alle matite e ai colori a cera, ma è la forza e il calore delle sue incisioni su legno che da subito ha colpito la mia attenzione.
Dal 1961, dal suo primo libro uscito per La Farandole, May ha pubblicato per le maggiori case editrici d’oltralpe: Seuil, Le Sorbier, Syros, Didier, Père Castor – Flammarion, Bilboquet. Quest’anno tra i libri che hanno partecipato al BolognaRagazzi Award c’era il suo splendido Des Oiseaux (su testi del naturalista Conte de Buffon), edito per Thierry Magnier, con il quale ha collaborato fin da subito.
In Italia, grazie a Donzelli, possiamo ammirare la texture dei suoi colori nel bell’omaggio a Kipling, Storie proprio così.
Da alcuni anni, in casa Stoppani, si vorrebbe organizzare un ciclo di atelier per bambini su questa tecnica così poco conosciuta. Chiamare i più grandi artisti oltre a May Angeli, Olivier Besson (BolognaRagazzi Award, menzione Fiction 2007), Katy Couprie, e la nostra amata Arianna Vairo
David
Pel di Carota (Padova)

N. 9 (gennaio 2013)
RobinMargueriteCi avviciniamo al mese del fumetto, che vedrà nascere anche il premio Orbil Balloon (a breve le terne dei fumetti!). Anche in “Figure Parlanti” vogliamo dare spazio ad un illustratore francese, il cui segno potrebbe farlo rientrare facilmente nell’universo dei comics: Robin.
In Italia lo conosciamo da pochissimo, per lo splendido album edito da Giralangolo, Nel mondo ci sono… (rientrato nella terna 2013 della narrativa 6/10).
Grazie al testo di Benoît Marchon, ma soprattutto attraverso le immagini di Robin, il mondo viene illustrato ai bambini, in un catalogo in cui sono banditi gli inutili moralismi. Alla bellezza, alla speranza, all’allegria si alternano bruttezza, infelicità e paure anch’esse presenti nel quotidiano di ognuno.
Vero e proprio BD dell’illustratore, ancora inedito in Italia, Le Temps de Marguerite, uscito per Gallimard-Giboulées come l’albo italiano.
La verve di Robin si riflette nelle due protagoniste, entrambe di nome Marguerite, entrambe di 13 anni, abitanti nella stessa casa… Unica differenza: la prima è nostra contemporanea mentre la seconda vive nel 1910. In qualche modo la prima Marguerite finirà nella Parigi d’inizio secolo e viceversa. Le due storie si svilupperanno parallelamente, raccontando diverse avventure familiari e non. Interessante è l’analisi della situazione femminile. A quando una traduzione?
David
Pel di Carota (Padova)

N. 8 (novembre 2012)
Schermata 2012-11-23 a 09.39.17Cristina Pieropan lavora con l’incisione e gli acquerelli. Attraverso questa tecnica l’artista ci trasmette un mondo di emozioni. Un paesaggio, una figura da lei messi in scena sono subito ammantati di un’atmosfera particolarissima. Non troverete le sgargianti pagine di molti, troppi, libri per bambini, e neppure lo stilismo asciutto e prosciugato di molti altri. Per me il lavoro di Cristina sta nel mezzo: da una parte i sentimenti fatti trasparire sui volti, i movimenti impercettibili delle sue figure che si muovono sulla pagina con grazia particolare, dall’altra una poetica del colore di grande raffinatezza porta ad un sentimento di struggimento. L’occhio si trova come difronte al sentimento pieno suscitato dal paesaggio, quando la bellezza del paesaggio investe il nostro umano sentire.
Apprezzata anche all’estero, oggi occupa un posto di rilievo nel panorama italiano. Due uscite prenatalizie presso due editori importanti per due albi di grande bellezza.
La bambina che parlava con gli alberi, Edizioni Corsare e Storia di un pupazzo di neve, Rizzoli.
Grazia Gotti
Giannino Stoppani, Bologna

N. 8 (novembre 2012)
Antoine Guilloppé, l’abbiamo conosciuto in quel di Calenzana, una piccola località del nord della Corsica in occasione del Festival “U Svegliu Calvese”, quest’anno alla sua seconda edizione. L’avevamo già notato come illustratore di copertine nei primi anni (dal 1998 al 2005) dell’allora giovanissima casa editrice parigina, Thierry Magnier.
Velocemente si è poi lanciato nella creazione, in coppia o da solo, di albi illustrati, lavorando per maison quali Gautier-Languereau, Casterman, Picquier Jeunesse (della quale ricordiamo il personaggio di Akiko), Sarbacane (straordinario Grand corbeau, scritto da Béatrice Fontanel) o Autrement Jeunesse solo per citarne alcune.
Ora finalmente arriva in Italia con l’elegantissimo Pieno sole, edito dalla milanese L’Ippocampo.
C’è solo del bianco e del nero, ci sono solo sontuose sagome ritagliate e grazie a queste solo uno strepitoso gioco di luce e ombre. Sfogliare questo libro è una vera emozione… leoni, coccodrilli, una savana tanto misteriosa quanto affascinante e magica.
David
Pel di Carota

N. 7 (settembre 2012)
La piccola abitante del sontuoso hotel Plaza di NY, è stata sicuramente, da più punti di vista, oggetto di studi del papà di Olivia. Innanzi tutto il visivo! Hilary Knight predilesse l’utilizzo di una paletta di colori (il nero della china, in primis) ridotta, tanto che se riprendete in mano il primo Eloise vi accorgerete che le pagine sono totalmente giocate sulla bicromia.
La costruzione delle scene, come in Olivia, è cadenzata perlopiù da un susseguirsi di piccole scene (necessarie per star dietro alle mille scorribande della seienne) all’interno della stessa pagina.
Il personaggio poi, nato dalla penna della cantante, ballerina e coreografa Kay Thompson, possiede molte delle caratteristiche della nostra Olivia: la curiosità, la voglia di vivere, la stramberia, una certa ricercatezza e eleganza, un forte senso della musica e molto ancora! Gustatevi le trovate di Eloise fa il bagno, un plot letterario e figurativo costruito tutto durante una “seduta” in vasca.
I 4 titoli della bambina più scavezzacollo della Fifth Avenue (il quinto, Eloise in Moscow non credo sia mai stato pubblicato in Italia) editi da Piemme, sono oggi fuori catalogo. Inutile ripetere il solito appello alle case editrici?!…
David Tolin – Pel di Carota

N. 6 (luglio 2012)
Siamo appena stati in uno dei più interessanti blog americani che si occupano di libri per bambini, tenuto da uno dei giurati che quest’anno è stato chiamato dalla Bologna Children’s Book Fair per il BolognaRagazzi Award: Julie Danielson.
Il blog è The Seven Impossible Things Before Breakfast, titolo in onore a Lewis Carroll e alla sua Alice’s Adventures in Wonderland (anzi per essere precisi Through the Looking Glass).
L’illustrazione, saccheggiata dal sito americano, è quello di un libro in uscita per il 2013 scritto da Neal Gaiman e illustrato da Adam Rex: Chu’s Day.
Una biblioteca da sogno! Silenziosa ma vivace, un universo in cui Chu, l’orsetto panda che sta varcando la soglia, potrà sicuramente immergersi.
La redazione ALIR

N. 5 (giugno 2012)
Abbiamo conosciuto Peter Sis grazie ai libri pubblicati in Italia da Rizzoli, libri che oltre a farci conoscere il segno caratteristico di questo illustratore ci raccontavano al contempo il percorso tracciato con i suoi colori, di un tratto mai chiuso, netto, definitivo.
Ogni illustrazione sembra quasi voler respirare, raccontare.
E’ uscito con Mondadori un suo lavoro che illustra l’infanzia del poeta Pablo Neruda, Il sognatore narrato da Pam Munoz Ryan.
Sis ancora una volta ci fa compiere quel salto nell’immaginario possibile solo con la poesia vera.
Il prossimo 25 agosto l’illustratore ceco riceverà a Londra l’Hans Christian Andersen Award, considerato il “Nobel” per la letteratura per l’infanzia, noi
lo festeggeremo in autunno con il suo nuovo libro che uscirà da Adelphi, La conferenza degli uccelli.
Agata Diakoviez

N. 4 (maggio 2012)
Un bel ritorno nel formato adeguato, quello di Crictor  per Electa Kids.
Fortunatamente negli ultimi anni a Tomi Ungerer non è capitato ciò che invece avviene in Italia a tanti grandi illustratori (uno per tutti Sendak) dei quali le case editrici pubblicano i titoli considerati di punta.
Per diverso tempo è avvenuto anche per lui: in libreria si potevano trovare solo I tre briganti, Tremolo e i pochi altri titoli editi da Nord-Sud. Ora la produzione del grande artista di Strasburgo, anche quella meno conosciuta si può leggere, vedere e diffondere grazie alla già citata Nord-Sud, a Il gioco di leggere (Rufus il pipistrello colorato, Zloty, Babbo Sgnak e le stranestorie preferite), a Donzelli (Adelaide, Le avventure della famiglia Mellops, Heidi) e ora a Electa Kids che recupera alcuni titoli Mondadori ma ne proporrà anche di inediti.
David Tolin – Pel di Carota

N. 3 (gennaio 2012)

Barroux ©

Barroux ©

E’ Stéphane Barroux, l’illustratore francese scoperto a Montreuil questo dicembre. Conosciuto, comperato (durante l’asta d’illustrazioni organizzata dal Salon du livre et de la presse jeuensse) ammirato per la sua ironia, il suo attivismo politico e civile, i suoi colori delicati ma mordenti.
Ha da poco fondato una sua realtà editoriale, la Kilowatt éditions, dopo aver lavorato e diretto alcune agenzie pubblicitarie.
L’attività d’illustratore, per stampa e editoria per ragazzi è svolta a cavallo dell’Atlantico.
L’immagine qui a fianco è pubblicata nell’albo Blue Apple (ma pubblica anche per i canadesi di Les 400 coups): My dog think i’m a genius, del 2011.
Un genio lo è forse veramente, Barroux, che si confronta con la stessa tenerezza e forza a storie di elefanti appollaiati sopra gli alberi, o discoli che non mettono a posto la propria stanza, oppure la rivoluzione culturale cinese o il disastro dell’11 settembre 2001.
In occasione della Bologna Children’s Book Fair una sua piccola personale sarà presente all’interno del programma di Fieri di leggere.
David Tolin – Pel di Carota

N. 2 (dicembre 2011)

Tom Schamp ©

Tom Schamp da guardare e da leggere, ora anche nelle edizioni Timpetill!
Con Otto sulla neve e Otto va in città ritroviamo un illustratore fiammingo dal pennello strepitoso.
Tante storie, non solo di Otto e del babbo, due teneri gatti, ma anche di mille altri personaggi: gorilla, rinoceronti, conigli, giraffe, topi, mucche, orsi…
Buon Natale e buon 2012 con l’augurio di avere sempre tanti bei libri per sognare.
La redazione ALIR

N. 1 (ottobre 2011)

Olivier Tallec ©

Signore e signori ecco a voi Olivier Tallec, uno tra i più interessanti illustratori francesi.
In Italia è conosciuto per i suoi libri pubblicati da Lapis e Kite edizioni.
Per Lapis ricordiamo gli splendidi BisogneràQuesta è la poesia che guarisce i pesci , mentre Kite edizioni ha dato alle stampe  La strega in fondo alla via. Nonostante il suo grande successo, i libri pubblicati nel nostro paese sono troppo pochi, ci consola però sapere che l’editrice padovana ha in preparazione un nuovo albo.
In Francia Tallec pubblica sia per i grandi editori sia per gli indipendenti: Gallimard, Flammarion, Actes Sud, Rue du Monde, L’Edune, offrendo sempre la sua collabozione a progetti più audaci.
L’immagine del mese parla, anzi sussurra, da se: il lettore che ciascuno di noi è: curioso, solitario, ansioso, coraggioso e in compagnia di mille personaggi amici!
David Tolin – Pel di Carota

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